Dal Telepass al Tutor avanza l’innovazione

A fine maggio la Consulta sulla sicurezza stradale (di cui fanno parte tra gli altri Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha diffuso i risultati registrati sul fronte della sicurezza stradale grazie al Tutor, la tecnologia che Autostrade per l’Italia ha messo a disposizione della Polstrada, in grado di rilevare la velocità media su singole tratte: tra settembre 2006 e aprile 2007, nelle tratte autostradali sulle quali è stato sperimentato (460 chilometri), il tasso di incidentalità - rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente - è sceso da 52,35 a 40,73 (meno 22,19%); quello dei feriti da 20,76 a 15,94 (meno 23,21%), quello dei deceduti da 0,71 a 0,44 (meno 38,5%).
È stata quindi riconosciuta, a 6 mesi dall’installazione, l’efficacia di questa tecnologia e la necessità di estenderla a tutta la rete. Il 60% degli incidenti mortali che si verificano ogni anno sulla rete autostradale vede come causa - o concausa - l’eccesso di velocità. I sistemi tradizionali (tipo Autovelox) intercettano solo una parte del traffico, impegnano un rilevante numero di agenti e possono esporre a rischi gli stessi poliziotti e gli utenti autostradali. Il Tutor affranca da tale compito le pattuglie della Stradale, che possono così assicurare un maggiore presidio su altre attività. Lo strumento, infatti, realizza in automatico i controlli che richiederebbero - in ciascun tratto controllato - l’impiego di 10 pattuglie al giorno. Viene inoltre risparmiato il personale impiegato nell’attività burocratica connessa alla stampa e notifica del verbale che il sistema realizza in automatico.
«Dopo la privatizzazione, c’è stata una forte accelerazione della tecnologia in azienda - osserva l’ad Giovanni Castellucci -: oggi, per esempio, 5,5 milioni di clienti sull’intera rete nazionale usano regolarmente il sistema di pagamento con Telepass. Nel ’99, anno precedente alla privatizzazione, erano appena 1,5 milioni. In Europa la metà dei Telepass sono frutto della nostra competenza». Autostrade per l’Italia, intanto, continua a investire nei cantieri e nei servizi. Alla fine del 2006, la copertura in asfalto drenante ha raggiunto il 63% del totale della rete gestita dalle concessionarie del gruppo; i pannelli a messaggio variabile lungo erano oltre 900, praticamente uno ogni 14 chilometri.