Teleriscaldamento e ticket: scontro con la Provincia

Lo scambio di accuse continua. Sono durate poco le prove di area metropolitana tra Provincia e Comune: dopo domeniche a piedi e ordinanze antismog, la lite continua sul fronte ambientale. Da una parte il presidente Guido Podestà critica Area C, «è inutile scimmiottare Londra senza averne i servizi» e avverte che il rischio è di «creare un’isola per ricchi». Dalle colonne di Famiglia Cristiana Giuliano Pisapia non nasconde che la congestion charge sia il «piatto forte» della politica comunale contro lo smog, ma per completare la strategia che scatterà il prossimo lunedì punta sul teleriscaldamento. Ammettendo però di essere «in difficoltà» perchè «non troviamo collaborazione da parte della Provincia». Tra i due litiganti, la notizia positiva è che da inizio anno dopo settimane di emergenza le polveri sottili sono rientrate sotto la soglia di guardia. In base all’accordo siglato a Palazzo Isimbardi con i sindaci dell’area metropolitana, l’assessorato all’Ambiente sta monitorando le dieci centraline Arpa nei Comuni più grandi (Arese, Cassano d’Adda, Limito di Pioltello, Magenta, tre a Milano, Robecchetto, Trezzo d’Adda e Turbigo). Il valore medio giornaliero nei primi dieci giorni dell’anno è stato di 32 microgrammi al metro cubo, due in media i giorni di superamento dei limiti (più alto a Milano, 5 volte in via Senato e 4 a Città Studi e Verziere). Mentre le telecamere Ecopass sono spente, in via Senato il 7 gennaio si sono registrati appena 4 microgrammi al metro cubo, neri giorni successivi 24, 34 e 36 microgrammi.
Ma le polemiche sullo smog sono ai massimi livelli. Già con Ecopass afferma Podestà «si è appurato che difficoltà e disturbo arrecati ai cittadini non sono compensati da apprezzabili benefici della qualità dell’aria. Con Area C non solo non si avvertiranno giovamenti ma si concentrerà fuori molto più traffico e maggiori emissioni. In modo ideologico, invece, si è voluto scimmiottare altre città». Con questa nuova tassa «esisterà un’isola all’interno della città dove potranno recarsi solo i ricchi, chi non avrà problemi a pagare i 5 euro dovuti per l’ingresso». Milano «al di là dei colori delle amministrazioni che si susseguono non può gestire il tema in proprio, è necessario istituire la Città metropolitana». Anche Pisapia riconosce che «l’inquinamento è un problema che riguarda tutta la Pianura Padana, ma - ha chiarito - Milano deve dare l’esempio. Abbiamo già adottato la chiusura di due giorni del centro, le domeniche a piedi, il bike sharing». C’è «un progetto complessivo, tra cui il teleriscaldamento, visto che il 30% dell’inquinamento atmosferico della metropoli è costituito dalle caldaie. Dobbiamo estendere questo progetto anche fuori Milano, ma è un cammino che procede con difficoltà perchè non troviamo collaborazione da parte della Provincia».
Da un Comune dell’hinterland, Basiglio, potrebbe partire invece un ricorso al Tar contro la congestion charge di Pisapia. «Stiamo valutando - anticipa il sindaco Marco Flavio Cirillo - un sostegno ai cittadini basigliesi che dovessero decidere di intraprendere una class action contro Palazzo Marino perché penalizzati».