Telespettatori in rivolta per Zanfretta: Ruggeri trasmette la puntata integrale

Versione completa de «Il Bivio» depurata dal trash lunedì 16 alle 23,30 su Italia 1

I produttori del programma televisivo «Il Bivio» di Enrico Ruggeri ci ripensano e ritrasmettono la puntata del caso Zanfretta nella sua forma più seria, e cioè senza tutto quel «trash» che ha fatto insorgere migliaia di telespettatori in tutta Italia. È la prima volta nella storia della televisione che un programma viene «rifatto» su pressione del pubblico. L'edizione rinnovata della puntata del Bivio andrà in onda lunedì 16 alle 23,30 su Italia 1 e si potranno vedere gli interventi in studio fatti dagli ospiti invitati proprio per parlare delle misteriose avventure con presunti alieni sulle alture di Genova da parte di colui che ormai è l'ex metronotte più famoso d'Italia, appunto Pier Fortunato Zanfretta.
La nuova versione del Bivio, tuttavia, non è affatto casuale. Essa nasce invece dall'accordo firmato tra la Quadriotivù, società che produce il programma per conto di Mediaset, e il giornalista Rino Di Stefano (autore del libro «Il caso Zanfretta - La vera storia di un incredibile fatto di cronaca», De Ferrari Editore) che aveva promosso un'azione legale contro la Quadriotivù per aver alterato i contenuti del programma nella prima versione andata in onda nel febbraio scorso. Infatti in quell'occasione, nonostante in fase di registrazione del programma nello studio vi fossero stati diversi interventi tra Alessandro Cecchi Paone, Rino Di Stefano, il biologo Giorgio Pattera e l'ufologa Emy Balbi, nella versione finale mandata poi in onda, questi interventi erano spariti ad eccezione di una specie di show improvvisato tra Cecchi Paone e una signorina che sosteneva di vedere alieni tutti i giorni. Appunto quel genere di cose che ha fatto definire trash, cioè spazzatura mediatica, il programma a migliaia di persone ovunque nel Paese. Si è arrivati al punto che l'e-mail del Bivio è stata presa d'assalto da una marea di messaggi di protesta che hanno mandato in tilt la sua posta elettronica. Contro «Il Bivio» si schierarono non solo le riviste specializzate in temi ufologici, ma anche decine di siti web che gridarono allo scandalo per il modo in cui Italia 1 aveva trattato l'argomento. E non furono poche le attestazioni di simpatia nei riguardi di Zanfretta che davanti alle telecamere si era limitato a raccontare con molta dignità e senza ostentazione la storia che gli aveva rovinato la vita.
Da qui l'accordo tra Di Stefano e Quadriotivù per ristabilire la verità sulla puntata, così come era stata registrata, evitando l'aggiunta di scenette tanto disdicevoli quanto negative per la serietà con cui lo stesso Ruggeri si è distinto conducendo il programma. Tra l'altro proprio in questi giorni il cantante-conduttore ha pubblicato per Rizzoli il suo libro «Quante vite avrei voluto» inserendo 21 storie tratte dal Bivio. Ovviamente, visti i risvolti legali che ha avuto il caso Zanfretta per la sua trasmissione, Ruggeri non ha ritenuto di inserire anche la storia dell'ex metronotte nel volume. Anche se, a detta degli stessi produttori, il caso Zanfretta è quello che più ha fatto alzare l'indice di ascolto del programma portandolo ad un inedito 16 per cento.
Come chi vedrà la trasmissione potrà notare, a prescindere dal fatto se l'ex metronotte abbia realmente incontrato esseri provenienti da altri mondi, ciò che più allarma in tutta questa vicenda non è la sua personale testimonianza dei fatti, quanto piuttosto quella di numerose altre persone che, coinvolte per diversi motivi nella storia, hanno vissuto esperienze a dir poco incredibili seguendo Zanfretta. È il caso dei suoi ex colleghi che ancora oggi, a quasi trent'anni di distanza da quei giorni, conservano nella memoria il vivido ricordo di un grosso disco volante luminoso che vola sopra le loro teste. E qualcuno ne fu veramente atterrito. Così come è rimarchevole anche la testimonianza di Antonio Nucchi, ex maresciallo dei carabinieri oggi in pensione, autore dell'inchiesta giudiziaria che venne svolta proprio sulle vicissitudini notturne di Zanfretta. Adesso, davanti alle telecamere del Bivio, Nucchi racconta che non solo trovò 52 persone che affermarono di avere visto volare a bassa quota un grosso disco volante luminoso nei luoghi e nel momento in cui si svolgeva la storia di Zanfretta (tra i testimoni c'era anche il sindaco di Torriglia, Pietro Cevasco) ma anche egli stesso fu tra i testimoni. All'epoca dei fatti i suoi superiori gli dissero di tacere e Nucchi ubbidì. Oggi, in pensione, Nucchi rivela che una sera, mentre si trovava in compagnia della moglie e di una coppia di amici, vide insieme agli altri, a una distanza di poche decine di metri, un grosso oggetto discoidale che si librava nell'aria davanti a loro. Il disco volante ruotava leggermente su se stesso e dopo alcuni minuti si allontanò velocissimo scomparendo alla loro vista.
Che cosa accadde dunque tra il 1978 e il 1980 a Torriglia? Probabilmente nessuno lo saprà mai e il caso Zanfretta resterà per sempre un affascinante mistero irrisolto.