Televisione, il 2010 è l'anno di Saviano

Sono due i nomi che saltano subito alla mente se si guarda all'anno televisivo che si sta concludendo: Roberto Saviano (rigorosamente con Fabio Fazio) e Sarah Scazzi

Sono due i nomi che saltano subito alla mente se si guarda all'anno televisivo che si sta concludendo: Roberto Saviano (rigorosamente con Fabio Fazio) e Sarah Scazzi. Pur per motivi assolutamente diversi, infatti, sono stati loro i protagonisti della tv del 2010. Il primo ha (stra)vinto non solo la battaglia dell'Auditel ma anche di tutti coloro che diffidavano di «Vieni via con me». Insieme a Fabio Fazio, lo scrittore napoletano è stato l'artefice di quattro serate che, non solo hanno sbancato l'Auditel, ma hanno anche dimostrato che una televisione diversa è possibile, pur nella miriade di polemiche sollevate (una su tutte, quella con il ministro dell'Interno Roberto Maroni). La giovane Sarah Scazzi, invece, è stata involontaria (e sfortunata) testimonial di un'altra televisione: quella che, davanti all'omicidio di una ragazzina, non solo non si ferma ma, anzi, cerca di piazzare le sue telecamere ovunque, dando la parola a chiunque abbia voglia di prenderla e a qualsiasi titolo.
Da «Chi l'ha visto»', che ha dato in diretta alla madre di Sarah la notizia della morte della figlia, ai tanti programmi del pomeriggio, della prima e della seconda serata, molti si sono affannati (complici amici e parenti della quindicenne) alla ricerca di un indizio, di un testimone che aggiungesse qualcosa in più non alle indagini (cosa che, del resto, non è compito della tv) ma alla share del giorno dopo. Un bis che, fortunatamente, non è stato concesso dalla famiglia di un'altra ragazzina scomparsa, Yara Gambirasio, a tutt'oggi impegnata a collaborare con gli inquirenti per capire dove sia la tredicenne di Brembate e non con i conduttori televisivi. Dalla cronaca nera vera a quella della fiction, «Romanzo Criminale 2» è stato uno dei titoli di punta del 2010 e, pur andando in onda su Sky Cinema e non su una rete generalista, ha creato un vero e proprio fenomeno mediatico intorno ai protagonisti della storia della Banda della Magliana. Sul versante del giornalismo, due i nomi di punta dell'anno che si sta per concludere: Enrico Mentana, arrivato alla direzione del Tg La7, e Michele Santoro, protagonista di un «corpo a corpo» con il direttore generale della Rai Mauro Masi che lo ha visto vincitore e in onda ancora una volta con il suo «Annozero».