La televisione italiana snobba la prima della Scala fiore all’occhiello dell’Italia della musica

Come da tradizione, oggi si apre la stagione musicale della Scala. L'evento potrebbe essere l'occasione buona per far conoscere agli italiani e al mondo intero le bellezze della musica e di questo teatro che in tutti i continenti c'invidiano. Purtroppo, al di là di qualche proditorio lancio di uova marce e di un foyer pieno di vip e di signore ingioiellate, poco o nulla si sa dell'evento. Mi viene in mente Vienna e il suo concerto di Capodanno, che costituisce un appuntamento televisivo fisso anche per chi di musica capisce poco o nulla: l'audience, infatti, si aggira sul miliardo di persone in tutto il mondo con enormi introiti pubblicitari che confluiscono nelle casse della intelligente televisione austriaca e nelle casse del teatro. E la prima della Scala non potrebbe essere trasmessa in diretta? Perché non far vedere al mondo le nostre bellezze? Perché non far conoscere quello che di bello abbiamo in Italia? Perché non possiamo creare un appuntamento musicale annuale, cui aggiungere - perché no? - tutto il gossip che ci sta attorno? Chi s'intende di comunicazione e di turismo sa che un evento del genere, se gestito nella maniera giusta, porterebbe giovamento al turismo a Milano e in tutta Italia, darebbe lustro al primo teatro del mondo (ma sarà ancora così?), alla città in cui si trova e all'arte italiana. Perché le televisioni italiane snobbano l'evento? Perché la Rai - che teoricamente dovrebbe essere al servizio del Paese - non compra i diritti del concerto e li rivende a peso d'oro nei 5 Continenti? In tutto il mondo - dal Giappone, alla Germania, agli Usa fino al Sud America - ci sono milioni di persone interessate all'evento non solo dal punto di vista musicale ma anche per quanto riguarda il folclore che ci sta attorno, esattamente come accade a Capodanno. Oltretutto ne trarrebbero giovamento anche le asfittiche casse scaligere, che potrebbero così tenersi stretti i migliori artisti e contribuire al loro successo.