Il televoto fa vincere il Pdl e la sinistra attacca la Setta

Monica Setta (nella foto) sa il Fatto suo, gli ascolti la premiano ogni pomeriggio. Eppure i capoccia della Rai non sembrano apprezzare. Ieri nel cda di viale Mazzini s’è parlato della trasmissione d’approfondimento condotta dalla giornalista su RaiDue, ma non per fare complimenti. È stato il presidente Paolo Garimberti - probabilmente imbeccato da una lettera del consigliere d’opposizione Nino Rizzo Nervo e prima ancora dall’appello del presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli riguardo all’«abuso» del caso Marrazzo - a sollevare il problema. Sotto accusa la modalità della conduzione, l’uso del televoto su temi politici, il tono giudicato scandalistico, le notizie in anteprima.
E qui casca l’asino. Che una giornalista dia notizie significa che sa fare il proprio lavoro. Su certi tasti poi nulla può nemmeno la conduttrice. Il format del programma guidato da Monica Setta prevedeva infatti par condicio e televoto. «Sul primo sono inattaccabile - dichiara la Setta - esponenti di centrodestra e centrosinistra hanno avuto gli stessi spazi. Nessun privilegio per nessuno». E allora il pomo della discordia diventa il televoto forse perché, udite udite, sembra dar ragione al Pdl. «Ai conteggi - racconta la conduttrice - abbiamo registrato l’intervento di oltre due milioni di telespettatori rispetto ai 300mila di qualche tempo fa. Un successone. Certo che se poi, da fine settembre ad oggi, l’80% di chi chiama sta con il centrodestra, io che cosa ci posso fare? È un problema della sinistra, non certo mio». Il risultato però è che a qualcuno questi risultati sembrano aver dato molto più che un semplice fastidio. Il Fatto del giorno sbanca all’auditel, eppure la sinistra manovra per bloccare il talk show. Ma in Rai non valeva la regola dell’audience?