La Tem e i nuovi metrò pronti per l’Expo 2015

Previsti il prolungamento delle linee verde e gialla della Mm e una cinquantina di cantieri per migliorare la viabilità stradale

Milano nel 2014 avrà la sua tangenziale esterna. Fra sette anni. A tempo a tempo per l'Expo, se mai vincerà la candidatura. È stato firmato ieri l’accordo di programma per la realizzazione della tanto agognata Tem e per dare più strade a tutta l’area ad est di Milano e del nord lodigiano. Il che vorrà dire una notevole percentuale di traffico in meno all’interno della città. A Milano, insomma, entrerà solo chi dovrà realmente entrare e non chi ci deve transitare e basta. Una boccata di ossigeno. I cantieri cominceranno nel 2010 e per la fine dell’anno prossimo si saprà il nome del concessionario a cui sarà affidato il compito di realizzare la prima grande opera in project financing: con soldi privati e non pubblici. Il principale intervento riguarda la costruzione di un tratto autostradale di 33 chilometri che collegherà la A1 a Melegnano con la A4 ad Agrate Brianza.
Parallelamente sono previsti altri lavori: 50 interventi di viabilità, 8 piste ciclabili e 22 tra opere ferroviarie e metropolitane. Compresi il prolungamento della metro gialla fino a Paullo e della metro verde fino a Vimercate. «Avremo un nuovo problema - ironizza il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro - e cioè l’eccesso di cantieri. Ce ne saranno tantissimi». Il documento che precede l’avvio della gara d’appalto è stato firmato anche dall’assemblea dei sindaci dei 58 comuni interessati con soli due voti contrari e tre astenuti. Il presidente di Anas, Pietro Ciucci, vede nel documento sulla Tem «una accelerata nei tempi di progettazione».
Con la firma di ieri, si chiude la fase degli accordi di programma e si passa ai fatti: per la Tem, per la Brebemi e per la Pedemontana. I cantieri sono sempre più vicini. «Oggi - spiega il presidente della Regione, Roberto Formigoni - concludiamo l’opera straordinaria di progettazione delle opere necessarie per far ripartire la Lombardia. Quando divenni presidente nel 1995 mi trovai di fronte a una regione che soffriva di un forte gap. Tutto è cominciato da lì, con la prima ricerca dei finanziamenti e con i primi progetti. Molte delle opere, cominciate in solitudine da Regione Lombardia, ora stanno per vedere la luce». Non ha problemi ad ammetterlo il presidente Formigoni: è anche merito del ministro Di Pietro, della sua «determinazione, intelligenza ed energia».
E Di Pietro, dal canto suo, non perde tempo a darsi arie ma guarda avanti e non esita a prendere impegni con Milano per il 2008: «L’anno prossimo - programma Di Pietro - ci saranno ancora interventi su Milano perché, se avremo l’Expo, ce la dovremo giocare tutta. E poi completeremo le opere di collegamento con l’aeroporto di Malpensa che, con Alitalia o senza, deve poter sostenere al meglio la sua partita mondiale e provvederemo alla linea ad alta velocità».