«Temevamo che aggredisse qualcuno»

Deborah, ma non solo: è all'insegna della passione per le ragazzine quindicenni, scanzonate frequentatrici delle discoteche di provincia, la vita violenta di Emiliano Santangelo. «Vogliamo giustizia, andremo fino in fondo» dice ora Marco, il fidanzato di Simona Rizzato, sorella della vittima. Fa rabbia pensare che tutto ciò poteva essere evitato, perché lei aveva più volte denunciato questa oppressione a cui lui la sottoponeva con lettere, messaggini telefonici e pedinamenti» aggiunge Marco. «Aveva problemi di tipo psicologico - spiega il pm di Biella, Antonio Bianco, il magistrato che conduce l'inchiesta sull'omicidio - e quindi eravamo preoccupati che potesse commettere altre aggressioni come quella ai danni della giovane operaia». Ma allora perché lasciarlo libero?