Temirkanov e il celebre «Rac 3»

In programma anche le «Danze sinfoniche»

Torna uno dei beniamini del pubblico e delle orchestre, un direttore fra i più celebrati e quotati: Yuri Temirkanov. Assai spesso in tournée con la sua meravigliosa orchestra russa, la Filarmonica di San Pietroburgo, ha stabilito solo con poche altre rapporti stretti e ripetuti, fra tutte l’orchestra di Santa Cecilia, sul cui podio, anche più volte all’anno, è possibile ascoltarlo.
Temirkanov non è un direttore dal gesto ammaliante o elegante come Karajan, Kleiber, Maazel e Prêtre - il suo gesto è anzi rozzo e anche goffo - ma a giudicare dalle bellezze che riesce a far venir fuori dall'orchestra, pochi altri direttori al mondo hanno la sua stessa capacità e abilità. E per questo è amato, stimato. Se poi centra anche il repertorio - non in tutto, naturalmente, è superlativo - allora il concerto diventa un evento indimenticabile. Per questa sua prima apparizione invernale a Roma ha scelto Rachmaninov.
Del compositore-pianista, presenta il celeberrimo «Rac 3», dizione cacofonica seguita alla visione del film Shine, che raccontava la disgraziata storia di un pianista, Helfgott, finito in manicomio per l’improba fatica interiore oltre che fisica richiesta dal celebre Concerto n.3 per pianoforte e orchestra che all’autore medesimo, suo primo interprete in suolo americano, creò qualche problema al punto da ritardare l’accettazione di quella sua nuova opera pianistica. Temirkanov si porta appresso un pianista della grande scuola russa, Nikolai Demidenko, al suo debutto romano. Chiudono il programma le tre Danze sinfoniche, l’ultimo lavoro per orchestra di Rachmaninov.
Musiche di Rachmaninov. Direttore Temirkanov. Sala Santa Cecilia. Auditorium. Oggi (ore 18); lunedì 12 ( ore 21), martedì 13 (ore 19.30). Biglietti da 16 a 41 euro. Info: 06.8082058.