Con «La Tempesta» Shakespeare rinasce tra pupi e fantocci

Una Tempesta che coinvolge attore, fantocci, figure animate, musica, parole e voci. L'opera di Shakespeare che il Teatro dell'Elfo propone da mercoledì al 13 aprile al Piccolo Eliseo di Roma è uno spettacolo in cui sono sintetizzati tutti questi elementi. Una Tempesta adattata in forma di monologo, percorsa da una densa colonna sonora e popolata da una corte di inquietanti fantocci che danno corpo a tutti gli eroi, gli uomini e gli spiriti del capolavoro shakespeariano. Cacciato dal proprio regno, naufrago su un'isola solitaria, Prospero, duca di Milano, attende il tempo della vendetta e del perdono. Da una baracca immersa nella sabbia, che nello spettacolo si trasforma ora in teatrino dei pupi ora in piccolo palcoscenico, il duca governa la natura e gli spiriti che popolano quella terra con il potere delle arti magiche. Ferdinando Bruni è Prospero, mentre gli altri personaggi della favola shakespeariana (ai quali l'attore dà solo la voce e non corpo) sono una corte di fantocci, marionette e burattini che Giovanni De Francesco, giovane artista siculo-bergamasco, ha creato assemblando materiali di recupero, pezzi di bambola, conchiglie, coralli, ossa, teschi lavorati dal mare e dal tempo.