TEMPIO DI GERUSALEMME Una scoperta che cambia la storia

Il capo del movimento islamico: «Israele vuole scippare i nostri simboli»

Cercavano l’acqua, hanno trovato un tesoro. All’apparenza sono semplici pietre, ma con quei sassi i sacerdoti del tempio hanno costruito il muro della fede. Mattoni per erigere altari ed elevare anime.
La scoperta già divide gli archeologi di tutto il mondo: «Resti del Secondo Tempio ebraico di Gerusalemme potrebbero essere stati scoperti per caso nell’area del Monte del Tempio, dove erano in corso lavori per la realizzazione di tubature per un acquedotto». Termini come «potrebbero» e «per caso» non contribuiscono a dare sostanza scientifica all’evento, ma certo non azzerano la suggestione del ritrovamento.
Uno dei ricercatori, il professor Gaby Barkai, ha raccomandato al governo israeliano di «bloccare i lavori perchè gli scavi hanno portato alla luce un imponente muro lungo sette metri». Si tratta del muro del secondo Tempio di Salomone costruito nel 515 a.C e distrutto nel 70 d.C. dall’imperatore romano Tito? Mistero.
L’area interessata, approvata dall’ufficio islamico per gli Affari religiosi, si estende per un metro e mezzo in profondità e cento metri di lunghezza; nella zona, conosciuta in tutto il mondo islamico come «Spianata delle Moschee» (terzo luogo sacro per l’Islam dopo la Mecca e Medina) si trovano anche la Moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia: gli ebrei la chiamano Monte del Tempio o Monte Moriah e qui - secondo la leggenda - sorgeva il secondo Tempio, ricostruzione del primo, distrutto dal babilonese Nabucodonosor.
Echi del passato che oggi rimbombano in un mix di politica, integralismo e teologia nelle parole del capo del movimento islamico nei Territori, Shaikh Raed Salah: «Israele vuole costruire un tempio ebraico sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, quella che per gli ebrei è il Monte del Tempio». Secondo quanto riporta il quotidiano Yedioth Ahronoth, l’esponente religioso ha chiesto in una lettera ai sovrani arabi e ai leader dei paesi musulmani di «impedire la divisione della moschea di Al Aqsa tra ebrei e islamici, poiché gli israeliani vogliono realizzarvi il loro “tempio immaginario“».
Insomma, la scoperta dei nuovi resti sacri avrebbe innescato un «conflitto di interessi» storico-religiosi di difficile soluzione.
La struttura composta dalla Moschea di Al Aqsa e dalla Cupola della Roccia si sviluppa esattamente sopra il Muro del Pianto, il luogo più sacro agli ebrei, e il sospetto di Salah - convinto che l’intero complesso di Al Aqsa appartenga ai musulmani - è che Israele «stia cercando di espropriarne una parte».
Certezze non ce ne sono, se non quelle che vengono dagli antichi testi secondo i quali il Tempio di Gerusalemme fu realizzato per ospitare l'Arca dell'Alleanza ed era considerato dalla religione ebraica l'edificio sacro più importante. Almeno, questa è la tesi sostenuta nella Bibbia. Una trama avvincente fatto di vendette e distruzioni. Cliccatissima su Wikipedia.
Secondo l’enciclopedia virtuale il Primo Tempio fu costruito dal Re Salomone (nel X secolo a.C.) per poi venire completamente distrutto da Nabucodonosor II nel 586 a.C.; il Secondo Tempio fu eretto invece al ritorno dall'esilio babilonese a partire dal 536 a.C.: i lavori terminarono nel 515 a.C., mentre il restauro eseguito da Giuda Maccabeo risale al 164 a.C..
Nelle religioni monoteiste il Tempio di Gerusalemme ed il luogo dove questi era costruito ha una grande importanza per le tre religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo ed islam.
Con la distruzione del Secondo Tempio, nella religione ebraica, ebbero termine i sacrifici che solamente nel tempio si compivano e scomparve il ruolo del sacerdozio che lì esplicava la sua attività. La distruzione del Tempio segna quindi una tappa cruciale nella costituzione del giudaismo, così come è oggi conosciuto, con una pratica di culto pubblico non più sacrificale ma incentrato sul culto sinagogale.
Il Muro occidentale, detto anche Muro del Pianto, luogo di preghiera e di pellegrinaggio dopo la distruzione del Secondo Tempio, è diventato dopo il 1967 come una vasta sinagoga a cielo aperto.
La maggior parte degli ebrei religiosi non si recano sulla spianata delle Moschee, luogo del Tempio, per evitare di mettere piede sullo spazio sacro del Santo dei Santi.
Una guerra di religione destinata a riemergere anche dagli scavi archeologici.