Tempo di bilanci per le regole internazionali

Tempo di bilanci per le regole Ias/Ifrs. Non è un gioco di parole, ma il tema centrale del tradizionale appuntamento - il primo dicembre a Torino, nell’aula magna della Facoltà di Economia - organizzato dagli Ordini locali del ragionieri e dei dottori commercialisti in collaborazione con il dipartimento di economia aziendale dell’Università degli studi del capoluogo piemontese, dedicato al rapporto sui bilanci delle società quotate. Qui è appunto la novità, dato che il 2005 è il primo anno in cui le regole internazionali sono state obbligatoriamente assunte come principi contabili di riferimento.
E proprio su questo argomento si accentreranno i lavori, aperti dal preside della Facoltà di Economia, Sergio Bortolani, e dai consiglieri nazionali dei ragionieri commercialisti, Lucia Starola e Roberto D’Imperio. Nel corso della giornata sono previsti gli interventi di Guglielmina Onofri, della divisione emittenti della Consob, di Massimo Levrino, dottore commercialista, e di Pietro Portaluppi, ragioniere commercialista: moderatore, Flavio Dezzani, ordinario di Ragioneria generale e applicata all’Università di Torino. Il rapporto sui bilanci 2005, presentato nel corso della settima edizione del convegno, viene anche pubblicato, in versione integrale, da Summit, numero speciale del mensile dei ragionieri Summa, «pubblicato - scrive il direttore Lucia Starola nella prefazione - in un periodo di accelerazione dei cambiamenti e delle innovazioni che derivano dal processo di globalizzazione in atto». Ne deriva per le imprese la necessità di produrre un’informazione economico-finanziaria il più possibile uniforme, come richiesto anche dall’Unione Europea. Proprio Bruxelles, infatti, ha favorito lo sviluppo dei principi contabili internazionali, la loro omologazione e infine il loro utilizzo obbligatorio per i bilanci delle società quotate a partire appunto dal 2005. È in corso di elaborazione anche un sistema di principi per le Pmi da parte dello Iasb. «In questo intrecciarsi e accavallarsi di progetti e prospettive - scrive Lucia Starola -la professione economico-contabile deve sapersi muovere, acquisendo una profonda conoscenza dei nuovi principi, adeguata alla consulenza di cui le imprese necessitano» e deve anche «saper prendere posizione sui problemi che l’adeguamento comporta, non ultimo la soluzione delle criticità che derivano dall’utilizzo per i bilanci d’esercizio di principi formulati essenzialmente per il bilancio consolidato».