Il tempo caldo negli Usa frena i prezzi petroliferi

La Bielorussia mette una tassa sul passaggio del greggio russo

da Milano

Petrolio in deciso ribasso al termine di una seduta dominata dal timore di una forte flessione della domanda di distillati negli Stati Uniti, dove l’inverno sta registrando temperature più miti del solito. Il clima è così favorevole, addirittura di 8-10 gradi sopra la norma stagionale nella regione del Nord-Est Usa, che secondo gli analisti non mancherà di incidere negativamente sull’utilizzo di energia del principale Paese consumatore al mondo di gasolio da riscaldamento. La consegna febbraio del greggio del Mare del Nord è scesa sotto la soglia dei 60 dollari al barile per la prima volta dal 27 novembre, sino a toccare il minimo di 58,24 dollari, per chiudere a 58,32. Il contratto di riferimento marzo nel finale accusava un ribasso del 3,56% a 59,41 dollari, dopo un minimo di 59,35.
I corsi del greggio, secondo gli analisti, sono destinati a rimanere sotto pressione fino a quando permarrà l’attuale quadro meteorologico. La domanda Usa di gasolio da riscaldamento, secondo le stime dei servizi meteorologici, potrebbe infatti essere fino al 33% più bassa del normale nella prima settimana di gennaio. Una valutazione che ha fatto passare in secondo piano il forte ribasso accusato nelle due settimane al 22 dicembre dagli stock Usa di greggio (-14 milioni di barili) perchè causato da fattori ritenuti estemporanei, come la nebbia che ha reso difficile la circolazione nel canale di Galveston che collega il Golfo del Messico a Houston e Texas City.
La pesante correzione non cambia comunque di molto lo stato del mercato che, secondo i più ottimisti, dovrebbe continuare a girare attorno all’area dei 60 dollari/barile. Finora sono stati infatti fortemente sottovalutati dagli investitori fattori di rischio non indifferenti quali quelli geopolitici (Iran, Nigeria, Irak) o il ribasso della produzione (500mila barili al giorno) deciso dall'Opec a partire da febbraio.
Ieri, intanto, la Bielorussia ha imposto, a partire dal primo gennaio di quest’anno, una nuova tassa sul transito del petrolio russo sul territorio della ex Repubblica sovietica. La tassa sarà di 45 dollari per ogni tonnellata di greggio russo. Sul territorio bielorusso passa il più importante oledotto per le esportazioni di greggio russo verso l'Europa. Con una capacità giornaliera di 1,2 milioni di barili, arriva dagli Urali e si divide in due tracciati: uno verso Germania e Polonia e uno verso Ucraina, Ungheria, Repubblica ceca.