Il tempo dei Nuovi Eroi

Quanti di noi sanno che quando sul web un prodotto è gratis, quasi sempre il prodotto siamo noi? E quanti di noi pur sapendolo continuano in maniera superficiale a trasferire informazioni rilevanti sulle proprie abitudini, relazioni, preferenze, identità pur di continuare a usare un'app o un social media? Certo, le mie sono domande provocatorie, ma necessarie: ogni volta che clicchiamo sulla casella «accetto» - se va bene avendo letto frettolosamente le clausole che stiamo sottoscrivendo - non stiamo facendo altro che trasferire il nostro capitale a terzi in grado di elaborarlo, svilupparlo, adoperarlo per fini strumentali alla propria attività.

I dati sono per la nostra era un capitale equivalente al petrolio. E in effetti l'industria dei big data è di tipo estrattivo: i nostri dati vengono estratti n forma grezza per poi essere aggregati al fine di creare il nostro profilo di consumatori. Per un valore da sfruttare ai fini commerciali. La trasmissione dei nostri dati personali avviene di continuo nella quotidianità: attività che possono sembrarci innocue o banali, come la prenotazione di una visita medica, oppure la richiesta di un certificato od anche l'acquisto di un qualsiasi bene o servizio, comportano trasmissione di informazioni sulle nostre vite. E questa è solo la punta dell'iceberg.

Nei prossimi anni la diffusione dell'Internet of Things ci calerà in una dimensione fatta di decine di miliardi di oggetti intelligenti connessi alla rete, in grado essi stessi di estrarre qualunque tipo d'informazione. Pensate solo a quante informazioni sulle nostre abitudini personali attraverso gli oggetti connessi potrebbero arrivare sulla scrivania di chi in quel momento ha in mano il potere di incidere sulla nostra vita: un'azienda che può assumerci o meno, un assicuratore con cui stiamo stipulando una polizza sanitaria, un bancario che ci deve concedere un mutuo. Queste categorie di dati sono tutelate a livello normativo con divieto di trattamento, eppure non ne abbiamo cura ma, anzi, non perdiamo occasione di disseminarle in rete. Ricordiamoci che i dati non sono tutti uguali, non hanno tutti lo stesso peso e lo stesso valore. E che non tutti gli enti a cui le consegniamo ne faranno sempre un uso trasparente.