Il tempo delle donne è sempre più tecnico

A Baselworld presentati gli ultimi «gioielli». E c'è sempre più attenzione anche verso collezioni femminili

Fabrizio RinversiLa faraonica kermesse di Baselworld, quest'anno, si è svolta in una congiuntura di settore non certamente delle migliori, considerando i dati provenienti dalla Fédération de l'Industrie Horologère Suisse (-3,3% rispetto al 2015), con flessioni verticali di mercati strategici quali Hong Kong, Russia e Cina, a cui però ha risposto la grande crescita dell'Europa, e dell'Italia in particolare. Detto questo, negli stand distribuiti sui 141.000 metri quadrati della fiera, di argomenti interessanti se ne sono visti moltissimi e, dobbiamo rilevare, in termini generali connotati dalla volontà di rivolgere al pubblico messaggi precisi, non dispersi in rivoli e referenze poco funzionali. Dunque, abbiamo accolto con piacere l'atteso Montre Monsieur di Chanel, ore saltanti con minuti retrogradi di manifattura, le spettacolari elaborazioni su vetro zaffiro di Hublot (ad esempio, il Big Bang Unico Sapphire All Black), che tra l'altro ha lanciato il suo secondo calibro di manifattura, il revival del Monza di TAG Heuer, celebrativo del suo 40° anniversario, la rivisitazione dello Scafograf di Eberhard & Co., la leggerezza del True Open Heart di Rado, le affascinanti interpretazioni del celeberrimo Tre Ponti d'Oro di Girard-Perregaux, arricchito da una versione in titanio con Ripetizione Minuti, l'inconfondibile Marine Cronografo e Calendario Annuale di Ulysse Nardin, l'impatto indiscutibile della serie Heritage Black Bay di Tudor, la qualità del Calendario Perpetuo di Frédérique Constant proposto al di sotto dei 10.000 euro, i mille volti di Harry Winston, dal doppio tourbillon biassiale alle delicate proposte Premier per signora. Per non parlare, poi, dei sei nuovi movimenti di Omega dotati della certificazione Master Chronometer (la Maison di Bienne non ha voluto rinunciare ad una nuova variante di Speedmaster, con lunetta in ceramica blu, dotato dello storico Lemania) e, in riferimento alle ricorrenze, dei 20 anni del Calendario Annuale di Patek Philippe, stesso traguardo raggiunto dai meccanismi di manifattura L.U.C di Chopard, celebrati con quattro esemplari di gran pregio. Rolex, oltre all'ufficializzazione della certificazione in-house di «Cronometro Superlativo», ha voluto colpire al cuore gli appassionati con il nuovo, celeberrimo Cosmograph Daytona in acciaio con lunetta in ceramica nera Cerachrom, che scatenerà ora una caccia senza frontiere a partire dai mesi di giugno-luglio (degne di nota, comunque, anche le ultime interpretazioni dell'Air King e dell'Explorer I), mentre si sono visti i graditi «exploit» di Corum, su di un terreno propositivo e intrigante con il ritorno dei Bubble e, soprattutto, con l'introduzione del «suo» Golden Bridge su cassa tonda, e di Custos, con focus sulla linea Sealiner. Abbiamo colto una notevole concentrazione delle Case sulle collezioni femminili, in grande evoluzione in quanto a stilemi e contenuti, sempre più meccanici, tanto che Breguet ha voluto destinarvi il suo iconico modello Tradition (bellissimo quadrante in madreperla Tahiti), Blancpain ha ripreso lo storico Ladybird e Gucci Timepieces ha pensato a delle linee specifiche puramente luxury fashion. Sul fronte dei modelli più accessibili, spiccano la serie Curv di Bulova con calibri e casse sapientemente incurvati ed ergonomici, l'aggressiva linea I.N.O.X. di Victorinox, la cassa tonneau di Emporio Armani Swiss Made, e la collezione T-Touch Expert Solar di Tissot creata per la partnership con la NBA. E concludiamo con gli inevitabili smartwatch che, anche quest'anno, non hanno lesinato in quanto a offerte, dall'Outdoor Watch Wrist Device di Casio alla serie Q di Fossil, dal F-80 di Salvatore Ferragamo Timepieces al modello creato da de Grisogono in collaborazione con Samsung.