Temporali e freddo scacciano i turisti Già perso 1 miliardo

In spiagge, ristoranti e campeggi cancellano il 25% delle prenotazioni (<strong><a href="/video.pic1?ID=bruttotempo_estate.flv">guarda il video</a></strong>): colpa di immondizia, maltempo ed esami di riparazione. <strong><a href="/a.pic1?ID=267589">I meteorologi</a></strong>: &quot;La bella stagione durerà 3 settimane&quot;

Milano - «Piove sul bagnato», sentenzia il bagnino mette raccatta le sdraio nel fuggi fuggi generale. Nuvoloni minacciosi si addensano sulla stagione estiva 2008, e per il turismo italico è già cominciata la conta dei danni. Qualcosa come 800 milioni di euro - più altri 200 di indotto - persi a causa delle 500mila prenotazioni saltate in alberghi, residence e campeggi. Note dolenti per ristoranti, locali di intrattenimento e botteghe di souvenir. Lasciamo perdere i baretti in riva al mare, grigi e malinconici come in una domenica di ottobre, coi ghiaccioli rimasti nei freezer.

Maledetti temporali, buoni a rovinarti la gita fuori porta, e che noia le temperature appena primaverili, ti fanno lasciare il costume da bagno nel cassetto. Non bastava il salasso del caro-petrolio, i cumuli di rifiuti agli angoli delle strade e il ritorno degli esami di riparazione. E così, mentre il tempo fa i capricci e pure i figli scoprono di avere davanti un’altra appendice di lezioni private, la valigia può rimanere in soffitta.

Pensare che le previsioni (non quelle meteo, per carità) erano incoraggianti. Secondo un’indagine di Federalberghi nel mese di giugno erano previsti 2 milioni di vacanzieri spalmati lungo tutta la Penisola, dalle Alpi a Lampedusa. Un dato più che positivo: paragonato al 2007, voleva dire 500.000 nuove presenze nelle circa 270mila strutture ricettive della filiera turistica del Bel Paese. La metà degli italiani, col fiato corto tra rate di mutuo e bollette da panico, ancora non ha rinunciato al rito delle ferie. Di questi, il 9 per cento le aveva programmate all’apertura della stagione; il 25 per cento ha scelto luglio, il 55 per cento andrà a ingrossare le fila del popolo ferragostano; infine un buon 11 per cento va alla rincorsa dell’ultimo sole settembrino, per scelta o per necessità. Anche una ricerca sugli arrivi internazionali faceva sperare per il meglio: più 20 per cento l’aumento stimato di turisti provenienti dall’Europa dell’Est, a fronte del calo di americani e giapponesi (-10%). Poco entusiasmante, invece, la classifica dei ricavi per settore a cura dell’Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche). Nonostante un incremento degli ingressi di stranieri in Italia per turismo (71,2 milioni l’anno, più 18 per cento rispetto allo scorso biennio), riguardo agli introiti veri e propri il nostro Paese scivola al quinto posto mondiale, superato, manco a farlo apposta, dalla Cina.

Luci e ombre, proprio come accade in queste giornate in cui il sole prima t’illude e un attimo dopo si va a nascondere dietro una coperta di nubi. Da Sud a Nord, versante Adriatico o Tirreno, non fa differenza. A Napoli e dintorni, il clima del resto non era idilliaco: c’era già di che preoccuparsi, a giudicare dalla monnezza in mezzo ai chioschi dei cocomeri. E mo’ chiove. In condizioni del genere il 40 per cento d’affari in procinto di andare in fumo, a qualche operatore, sembra perfino un calcolo ottimistico. Ma ombrelloni impermeabili servirebbero pure sulle spiagge di Lazio, Calabria e Sicilia. Altrove, dopotutto, non sorridono. In Versilia si fa la tintarella con gli stivali e sulla Riviera romagnola i castelli di sabbia dei bambini non durano il tempo di una foto ché si sciolgono sotto continui acquazzoni. E i bagni

Possibile che nessuno ci guadagni dal maltempo? «Giusto le città d’arte, oppure le località di montagna, abituate a dribblare le insidie della pioggia. Per i gestori degli stabilimenti balneari non poteva esserci inizio peggiore, ma un assaggio s’era avuto nel lungo weekend del 2 giugno», ammettono ancora gli albergatori. Che, adesso, tentano in tutti i modi di correre ai ripari. «Il rimedio contro l’estate ritardataria? Diversificare l’offerta. Sono tante infatti le realtà, comprese quelle medie o piccole, che si sono attrezzate proponendo alla clientela un’ampia rosa di passatempi alternativi». Allora il turista bagnato trova riparo nelle palestre o nelle piscine al coperto, riscopre il fitness e il wellness come se fosse appena uscito dall’ufficio. Riempie le Spa abbandonandosi all’ozio degli hammam e delle vasche idromassaggio, confermandone il successo anche fuorisede. Soluzioni buone per tutte le stagioni, anche quelle che proprio non ingranano, capaci per un momento di far dimenticare il «pacco» di una vacanza che prometteva un’abbronzatura da far invidia al vicino di scrivania, e invece passata impietosamente giocando a carte sul letto dell’hotel.