Tenco va in Argentina: ed è quasi un giallo

Un originale «musical esistenziale» di Lucarelli ricostruisce tra realtà e immaginazione un viaggio a Buenos Aires del cantante genovese

Che lo definiate musical esistenziale oppure noir della malinconia poco importa. «Tenco a Tempo di Tango», l’originale spettacolo scritto dal conduttore di Blu Notte, Carlo Lucarelli, regia di Gigi Dall’Aglio, che debutta l’8 maggio (repliche fino al 20) al Teatro Parioli, è tutto tranne una ricostruzione postuma delle ultime ore di Luigi Tenco, poeta della canzone italiana che il 27 gennaio del 1967, dopo la sua eliminazione al Festival di Sanremo, si chiuse nella camera numero 219 del Savoy e si sparò. Più che seguire il filone dell’indagine poliziesca infatti Lucarelli punta dritto all’anima inquieta dell’uomo, e alle sue mille declinazioni. «Questo lavoro nasce due anni fa - spiega il produttore Giorgio Ugozzoli - direttamente sulle parole e sulla musica di Tenco. Lo spartito ha dato vita al testo teatrale, la musica ha una sua funziona narrativa specifica. Abbiamo fatto in modo che lo show debuttasse nel quarantennale della morte di Tenco per rendere omaggio a un artista ancora oggi snobbato».
Sul palco del Parioli va in scena una storia a metà tra realtà e finzione. Lucarelli, che non sarà voce narrante («preferisco godermi lo spettacolo dalla platea»), parte da un soggiorno di dieci giorni in Argentina, viaggio che Tenco fece davvero nel 1965. «Tenco era molto popolare a Buenos Aires per via di una sua canzone scelta come sigla di una telenovela. Ma quella folla, che lo amava in modo prepotente, lo scioccò». Lucarelli riempie quei dieci giorni con fatti, volti, luoghi. Immagina soprattutto che Tenco abbia frequentato molti locali. Uno in particolare, quello dove si esibiva Angela (Mascia Foschi), una cantante molto alta e bella che tredici mesi dopo racconterà del suo fatale incontro con Tenco a un inquieto ispettore di polizia (Adolfo Margiotta) incaricato dalla questura di Sanremo di investigare sul viaggio del cantante suicida. Inevitabilmente, investigando su Tenco il poliziotto capirà meglio se stesso. E la vita. «Ho scritto poco per il teatro, ma raramente ho trovato così tanta soddisfazione come in questo caso - confessa Lucarelli -. Eppure quando mi hanno proposto questo spettacolo mi sembrava una pazzia». Che c’entra Tenco col tango?, ha pensato il principe del noir televisivo. Invece, perle di malinconica passione come Ciao amore ciao, In qualche parte del mondo e Mi sono innamorato di te, con arrangiamento alla Astor Piazzolla hanno acquistato un sapore nuovo. «Più di tutto mi interessava entrare nella testa di questo poeta inquieto - conclude Lucarelli - che conosco sin da quando ero bambino perché mia madre suonava i suoi dischi all’infinito». Musiche originali di Alessandro Nidi al pianoforte, e Massimo Pitocco al bandoneon.