Le tendenze in ufficio: maggiordomo e social network aziendali

Famiglia e lavoro: due dimensioni sempre più spesso difficilmente conciliabili, visti i ritmi frenetici della nostra vita e il giusto diritto di ciascuno a potersi realizzare professionalmente e nel privato. Per cercare di dare alla nostra vita modi e spazi che tengano conto di questa complessità, Regione Lombardia e Altis, l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano, già da due anni promuovono «FamigliaLavoro», un premio giunto alla sua seconda edizione e destinato alle imprese del territorio che elaborano progetti per conciliare, appunto, la dimensione lavorativa e quella familiare. Con una novità per la seconda edizione presentata ieri dai soggetti promotori: l’estensione anche alle Amministrazioni pubbliche.
Certo, nessuno ha la bacchetta magica, ma i progetti presentati per l’edizione 2008 mostrano che fantasia, buona volontà e senso pratico possono fare piccoli miracoli. E così c'è chi ha istituito in azienda la figura di un vero e proprio maggiordomo a disposizione dei dipendenti per ritirare i vestiti dalla sarta o pagare una multa per divieto di sosta; o chi ha creato asili nido aziendali o realizzato social network tra i dipendenti per permettere ai lavoratori con figli di condividere esperienze e scambiarsi consigli e opinioni.
Trentaquattro le aziende che hanno partecipato alla prima edizione del premio, ma per il prossimo bando le adesioni saranno probabilmente più numerose, vista l’estensione agli enti pubblici. Una novità fortemente voluta dai promotori dell’iniziativa, primo fra tutti il presidente della Regione, Roberto Formigoni. «Anche gli enti pubblici - ha detto Formigoni - sono tenuti a fare passi avanti in questa direzione. Trovare una conciliazione efficace tra lavoro e vita privata aumenta la competitività dei territori che la realizzano. Sebbene la Lombardia sia già una realtà d’avanguardia, perché il tasso di occupazione femminile è al 57 per cento, bisogna proseguire su questa strada, nell’ottica di una moderna organizzazione del lavoro che tenga conto dei diritti delle donne». In particolare, si pensa ad iniziative che permettano la cura di bambini e anziani. «Oggi - ha detto Giulio Boscagli, assessore regionale alla Famiglia - c’è bisogno di fare asili nido nelle aziende, ma anche centri diurni per anziani, perché i bisogni delle famiglie sono sempre più diversificati».
Aziende ed enti pubblici che abbiano attuato programmi per conciliare vita privata e professionale hanno tempo per iscriversi alla nuova edizione del concorso fino al 16 ottobre e possono trovare il materiale necessario all’iscrizione sul sito www.premiofamiglialavoro.regione.lombardia.it. Ai vincitori sarà offerto un percorso di audit e formativo in azienda, oltre alla possibilità di entrare a far parte di un gruppo di aziende pilota sulla conciliazione famiglia-lavoro. I progetti vincitori otterranno ampia visibilità e verranno trattati come case history nella seconda edizione del Quaderno di Ricerca «FamigliaLavoro in Lombardia».