Un tendone da 900 posti per Ficarra e Picone

All’interno della Fiera uno spazio nuovo per i due comici venuti dalla Sicilia

Matteo Failla

Non si dovranno accontentare di un’esibizione in un teatro «standard» come accade a tutti i comici, avranno bensì a disposizione un TeatroTenda tutto per loro che potrà accogliere più di 900 persone, appositamente allestito, per la prima volta, all’interno della Fiera di Milano. Lo useranno per due settimane per mettere in scena fino al 18 novembre il loro nuovo show Ma chi ce lo doveva dire?!, e poi tutto verrà smontato: un tale privilegio poteva toccare solo alla coppia che negli ultimi anni ha scalato le vette della «risata made in Italy».
Stiamo parlando della «premiata ditta palermitana» Ficarra e Picone, cresciuta sul palco di Zelig e ormai protagonista ovunque, in teatro come in televisione, al cinema come in libreria. E a dimostrazione del loro successo anticipiamo che il nuovo show in realtà non finirà il 18 novembre con l’ultima replica: verranno infatti registrati due speciali che andranno in onda prima serata su Canale 5 (il 25 novembre ed il 2 dicembre).
Un tendone da 900 posti costruito solo per voi: un privilegio da vere star.
«Siamo felici – risponde Valentino Picone – è un avvenimento inaspettato che tuttavia giunge dopo dieci anni di intensa carriera cabarettistica. Diciamo che non ce lo aspettavamo, ma siamo contenti di essere arrivati fin qui. Del resto il titolo Ma chi ce lo doveva dire?! vuol dire proprio questo. Chi lo avrebbe mai detto? Abbiamo preparato uno show che è una “summa” dei nostri tre ultimi spettacoli teatrali; sul palco saremo accompagnati dalla modella italo-brasiliana Gaia Bermani Amaral (la Gaia delle pubblicità Tim) e da un gruppo musicale vivace e anomalo: i Tinturia. Avremo con noi anche il comico romano Gianluca Belardi e tanti ospiti a sorpresa».
Qualche anticipazione sugli ospiti? Giocatori interisti?
«No, gli interisti li abbiamo lasciati stare, bastiamo noi due sul palco a farne l’imitazione. Non posso dare anticipazioni, saranno molti a venirci a trovare, diciamo che facendo la parodia dei “Nazionali” ci sarà... un giocatore della nazionale. Di più non dico».
Un successo incredibile che arriva dopo una lunga carriera. Ma come avete iniziato?
«Ho conosciuto per caso Ficarra nel ’93 in un villaggio turistico. Lui faceva l’animatore, io ero un cliente. Mi è piaciuta la sua comicità e abbiamo provato una sera ad improvvisare qualche sketch. Da lì è partito tutto, abbiamo iniziato ad esibirci nei piccoli locali ed un giorno ci siamo costituiti e, grazie a questo, sdoganati».
In che senso?
«A quei tempi imitavamo nei piccoli clubs i personaggi e le battute di Zuzzurro e Gaspare. Una sera, presi da una forma di pentimento, abbiamo telefonato ad Andrea Brambilla (Zuzzurro) e ci siamo confessati. Lui ha voluto conoscerci, e invece di insultarci a più non posso ci ha scritto uno spettacolo teatrale: In 3 sull’arca di Noè».
Ma come nascono i vostri personaggi? Avete in programma novità per l’edizione 2006 di Zelig?
«Per la nuova edizione ancora non abbiamo preparato nulla, ma il nostro lavoro di ricerca è costante. Ogni anno creiamo nuovi personaggi, quasi sempre proponendoli a ridosso della prima puntata, senza avere alle spalle lunghi periodi di preparazione. I “Nazionali” ad esempio sono nati una sera durante un torneo estivo di calcio. Più che ad una partita sembrava di essere in un gioco della Playstation: fuochi d’artificio, scenografie, balletti».
Tra cinema, tv e teatro Picone cosa sceglie? Come sempre accade in questi casi il teatro?
«No, io preferisco il cinema. Trovo sia il modo migliore per raccontare una storia, come abbiamo fatto nel nostro film Nati stanchi».