Una tendopoli sulla collina di Sant’Eusebio

Una ventina di rom, probabilmente giunti dagli ultimi forzati «sfratti» del ponente ligure o chissà da altro dove, hanno occupato una delle decine delle «fasce» (nascoste in mezzo al bosco), o terrazze, della collina che da San Eusebio scende verso la via Adamoli. Una colonia di extra comunitari composta da una ventina di persone romene le quali, evidentemente speranzose di passare inosservate nel mezzo di una «macchia valligiana» (composta da arbusti di castagno, aceri e betulle alti almeno 15 metri), da circa un mese vivono dentro una decina di tende canadesi mimetizzate con frasche e arbusti.
Fatto confermato da tutti gli abitanti della zona (Serino) e non certo passato inosservato nemmeno, per esempio, a Giacomo Firpo, proprietario del terreno occupato abusivamente ma, che per evidenti scopi umanitari (visto la presenza anche di bimbi), disposto a giustificare: «Non sono razzista - dichiara Giacomo - ma quelle persone che hanno deciso di vivere nascoste in quel luogo hanno due soluzioni: o rubano o muoiono di fame».
Da tempo gli abitanti del luogo, allo scopo di prevenire spiacevoli conseguenze, hanno denunciato alle forze dell'ordine (polizia municipale, Asl, carabinieri, servizi sociali e polizia di stato) l'inaspettata «invasione straniera», ma il sopralluogo di qualche giorno fa dei carabinieri della zona, a detta di Firpo, «nulla ha prodotto se non l'immediata espulsione a voce, sottolinea a più riprese, degli stessi».
Nel frattempo però, in tanti pensano che gli ultimissimi fatti di criminalità di questi giorni - al proprietario della più importante oreficeria della zona di Molassana, tre zingarelle hanno tentato (furto sventato dallo stesso) di sottrargli tre rotoli di monili d'oro; Milly, titolare del bar di fianco all'oreficeria, ha subito un furto (denunciato ai carabinieri) da parte di «uno zingarello di 10 anni (al massimo) il quale, in pochissimi secondi gli ha svuotato la cassa e, salito in macchina di un adulto (complice), l'ha investita procurandole un danno alla caviglia» - siano riconducibili alla presenza di queste persone. Pina abita in un castello di salita Serino (uno dei tanti della zona) che si affacciano sull'improvvisato insediamento ma pur rammaricandosi della precaria condizione in cui tali persone (soprattutto i bambini) sono costrette a vivere, non manca di precisare che: «Saranno brave persone ma di giorno spariscono, arrivano a notte inoltrata e lasciano i prati sporchi d'immondizia».
I carabinieri di Molassana ci hanno confermato della conoscenza del nuovo insediamento ma, a detta di loro, «si tratta di persone assolutamente innocue e di scarso numero». Rimangono due interrogativi che la gente continua a formulare: «Perché da quando si è formata questa colonia sono aumentati i furti in zona?». E poi: «Come fanno 20 romeni a vivere in un posto dove a stento sopravvivrebbero i cinghiali?».
Rimane il fatto che la gente e i commercianti della zona da qualche tempo stanno all'erta e la comunicazione ufficiale del comando dei carabinieri di zona che indica uno sgombero nel giro di qualche giorno, forse porterà un po' più di tranquillità.