Tenera e crudele, la Milano degli artisti

Marta Bravi

Un racconto su Milano da parte di chi a Milano si ispira. O una città che si racconta attraverso i «suoi» artisti. Si scelga la prospettiva che si preferisce per visitare la collettiva «Milano da vedere» alla galleria Previtali. Venticinque opere per dieci giovani artisti, giovani come età senza tuttavia precisi vincoli cronologici, ma anche in quanto esordienti.
La Milano delle ampie vedute, come lo scorcio della stazione Garibaldi e il panorama quasi aereo del centro città, su cui domina la torre Velasca, di Marina Previtali. Il tratto deciso, virile e l’uso dei colori quasi espressionista rendono le grandi tele di forte impatto. E mentre la Previtali ritrae le periferie con meticolosità e precisione, Alessandro Busci immortala San Siro e il tratto più esterno del Naviglio in un’ottica astratta capace di rendere l’immagine quasi sfuggente. Fissi, monolitici ma, al tempo stesso leggeri nella loro metafisicità sono gli edifici geometrici di Mauro Reggio, autore delle vedute su piazza Missori e di piazza Duca d’Aosta. Due luoghi cardine della laboriosità meneghina, che siamo abituati a vedere affollati e pieni di traffico, sono qui sospesi in un’atmosfera surreale e onirica.
Sui muri della galleria non vivono solo gli spazi aperti dei grandi panorami urbani, ma anche la Milano dei particolari e degli interni. Come i tram, icone della modernità, o i piedi dei pendolari di Letizia Fornasieri, o le scene, ritagliate nell’intimità degli appartamenti, di Giulio Durini.
Sguardi diversi per stile e per sensibilità, per storia personale e artistica si intrecciano tra loro creando una prospettiva caleidoscopica in grado di offrire una nuova percezione, di aprire gli occhi anche a chi a Milano vive da una vita. E dall’incontro di questi pittori esordienti che dialogano tra loro nasce un nuovo linguaggio artistico, poliedrico e sensibile, medium che permette di raccontare tutte le anime della città, quella dolce e tenera, quella crudele e sofferente.
Proprio con questo intento prospettico la galleria Previtali ha in programma per il 2006-07 una serie di mostre monografiche che vedranno artisti milanesi, italiani e stranieri cimentarsi con il tema della metropoli ambrosiana. Il primo del ciclo sarà proprio Yoon Si Young, presente anche in mostra, coreano, ma con «patria artistica» a Milano, (si è specializzato all’Accademia di Brera e ha partecipato a «Mi Art» e al premio Durini), con il suo tipico sguardo «appannato». Ricreando l’effetto di un vetro appannato l’artista guarda la metropoli caotica attraverso la parte del finestrino libera dalla condensa, mettendo il visitatore a diretto contatto con la stessa realtà osservata, in un gioco illusionistico dove l’oggetto e il soggetto si riflettono come specchi.
Galleria Previtali, via Lombardini 14, fino al prossimo 31 gennaio, orari 16-19.30 dal martedì al sabato, per info 0258113090