Tengono Reno De Medici e Premuda

A Parigi il peggior ribasso dall’88

Nuovo scossone a Piazza Affari, colpita al pari degli altri mercati mondiali da una vera ondata di panico che la porta ai livelli del 2004 quando venne introdotto l’indice S&P/Mib. L’indice che rappresenta i 40 maggiori titoli quotati a Milano ha chiuso sui minimi storici, in ribasso del’8,24% mentre il Mibtel ha perso l’8,24%. Sul listino sono state numerose e ripetute le sospensioni per eccesso di ribasso che non hanno fatto distinguo fra big e titoli a minore capitalizzazione. Grande freddo sulle banche, da Unicredit (-5,48%) a Intesa Sanpaolo che ha perso l’11,28%: idem per Bpm (-6,21%), Banco Popolare (-14,76%) e Profilo (-13,01%). Stop al ribasso per Fonsai (-15,82%) mentre tiene Generali che contiene le perdite al 4,84 per cento. Scende pericolosamente sotto quota 1 euro il titolo Telecom: è sprofondata anche Ti Media (-8,09%) e tra i telefonici seduta nera per Tiscali (-13,91%) e Fastweb (-8,91%). Eni e Fiat affondano: il Cane a Sei zampe si piega all’Orso e lascia sul terreno il 9,66% . Fiat dopo lo stop al ribasso ha perso il 7,20%, Enel il 7,49%, Saipem il 15,21 per cento. In questo lunedì nero chi invece ha scommesso su Reno De Medici o su Premuda ha chiuso la seduta con un guadagno rispettivamente del 2,77% e del 4,20 per cento. Gli indici del Vecchio Continente, che già avevano aperto la seduta in picchiata, hanno ulteriormente aggravato le perdite in scia all’andamento di Wall Street. A Parigi il Cac40 ha lasciato sul terreno il 9,04%, il peggior ribasso dal 1988, a Francoforte il Dax ha perso il 7,07%, a Londra il Ftse100 il 7,3% (sui livelli di quattro anni fa). Ad Amsterdam l’Aex ha ceduto il 9,14%, a Madrid l’Ibex35 il 6,06%.