Tennis, la Schiavone porta l'Italia in finale

Azzurre in finale nella Federation Cup. La Kuznetsova rilancia la Russia, poi che sofferenza per il punto vincente. Per la prima volta ci giocheremo il titolo in casacontro gli Usa

Castellaneta Marina - L'Italia del tennis femminile a Castellaneta Marina batte la Russia 4-1 e si qualifica per la finale della Fed Cup. È la terza volta che accade nella storia di una competizione che assegna alle nazioni il titolo mondiale. Abbiamo battuto il Belgio a Charleroi nel 2006, ci siamo arrese a Mosca contro lo squadrone russo nel 2007 e quest'anno il 7-8 novembre avremo il privilegio di disputare per la prima volta in casa la finale contro gli Stati Uniti, che nell'altra semifinale hanno battuto la Repubblica Ceca, conquistando il punto decisivo dopo aver salvato un match point nel doppio.

Ieri per vincere all'Italia occorreva un "punticino". Poteva sembrare una impresa facile, ma ci siamo subito accorti con quale grinta la Kuznetsova fosse scesa in campo per vendicare la sconfitta subita nella prima giornata per mano di Francesca Schiavone. La russa ha ritrovato il grande tennis che l'ha portata ad essere n.2 del mondo nel 2000, vincitrice degli Us Open 2004 e semifinalista a Roland Garros nel 2008. Nonostante la coraggiosa resistenza di Flavia Pennetta lo score è stato estremamente severo: 6-0,6-3. A quel punto il capitano russo ha sostituito la Chakvetadze con la diciassettenne Anastasia Pavlyochenkova (semifinalista a sorpresa nel recente torneo di Indian Wells) per schierarla contro la Schiavone. E li è cominciata una battaglia infernale. Un match risolto dopo 2 ore e 55 minuti di battaglia che ci ha tenuti con il fiato sospeso fino all'ultimo quindici.
Una vicenda altalenante fatta di fughe improvvise, recuperi impensabili da tutte e due le parti, che si è conclusa in nostro favore con la "Schiavo" che riusciva a salvare 2 set points nel tie break della prima partita.

Era soltanto l'inizio di tanti batticuori perché l'azzurra cedeva il secondo per 6-4. La paura di perdere la partita decisiva mi induceva a sussurrare all'orecchio di Nicola Pietrangeli: «Come diventa difficile interpretare il tennis quando giochiamo noi donne!». Proprio mentre lui annuiva la "Leonessa" è venuta fuori con le sue reazioni improponibili e improvvise, per siglare la stupenda vittoria con un perentorio 6-2.