È una tennista la regina del 2010

«L’importante è alzarsi al mattino e avere dentro la voglia di migliorarsi allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. Oggi sono una donna felice, che non pensa di arrivare tra le prime dieci del mondo, ma di giocare sapendo di poter sempre dare il massimo. Poi, per carità, si può vincere e perdere, ma cosciente del fatto di aver dato tutta me stessa e di essere felice di averlo fatto nel migliore dei modi. Oggi la Schiavone è una donna contenta di se stessa e di quello che fa: il resto non conta».
Sentitela: era l’ottobre di un anno fa e Francesca Schiavone si raccontava così, in terza persona come sempre. Allora Francesca era l’eroina di Fed Cup, la Davis in gonnella che le azzurre stavano per vincere per la seconda volta in quattro anni, e se la giocava con Flavia Pennetta per la leadership italiana, quella tennistica s’intende. Perché Flavia, sul lato glamour, non aveva rivali.
Insomma la Schiavone era una donna felice, eppure qualcosa mancava, se ne rendeva conto, non era la favorita del reame tennis, nonostante tutto e nonostante che poi non fosse così male. Certo, per molti il sex-appeal era un’altra cosa, eppure era lei ed essere stata beccata da Striscia la notizia in un colloquio a luci rosse con il suo allenatore durante un cambio di campo. «Dopo lo facciamo?», con seguito originale da visionare ancora adesso su YouTube perché siamo in fascia protetta.
Questa era Francesca un anno fa, ma la vita poi riserva sempre delle sorprese e allora, quattordici mesi dopo, l’immagine della Schiavone è quella di una ragazza divertita che guarda il mondo e ride: «Ma che faccia avete?». Era il 5 giugno, una data storica per il tennis, e che importa se i soliti disfattisti smunuiscono. Già magari il tennis femminile è un po’ giù, certo Samantha Stosur non è la rivale che tutti sognano per una finale, di sicuro se avesse vinto un maschio l’orgoglio italico sarebbe ancora adesso alle stelle. Ma ragazzi, non scherziamo: Francesca Schiavone ha vinto il Roland Garros 2010. Leggete e ripassatelo: ormai è storia.
Ecco dunque la Schiavone adesso: atleta dell’anno, almeno secondo le intenzioni di voto di Sports Illustrated - la Bibbia americana dello sport -, più popolare di Valentino Rossi secondo gli ultimi sondaggi, capace di fare i colpi sotto le gambe come quelli che riescono di solito a Sua Maestà Roger Federer. Eppoi: è apparsa nuda e sexy su Chi ed è titolare perfino di un sito internet unico nel suo genere. Perché si chiama schiavonefrancesca.com, proprio così, prima il cognome e poi il nome come le ragazze di una volta. Francesca Schiavone dunque è una donna felice e una tennista realizzata, tra l’altro, nel frattempo, con la terza Fed Cup in bacheca.
Ecco, Francesca, e allora: che faccia abbiamo? Beh, adesso noi che abbiamo il tennis nel cuore abbiamo la faccia di quelli che hanno visto un miracolo e che sanno che rivivere un anno così sarà quasi impossibile. Quasi però, perché con la Schiavone di mezzo c’è sempre da stare all’erta, fidatevi. Lo ha detto lei stessa nell’ultimo match giocato, quello sulla Stampa di qualche giorno fa, con l’ottimo collega Stefano Semeraro dall’altra parte della rete. E in quell’ultima partita dell’anno, in quegli scambi diventati la summa giornalistica dell’anno, c’era proprio tutta Francesca, che ha capito che la sua vita sarebbe cambiata dopo un passante in corsa nei quarti di finale di Parigi, che l’anno scorso si era definita una pizza capricciosa ma che adesso diventerà una salsiccia e brie, una «molto saporita che si ama o si odia senza mezze misure». E che giudica il regalo più bello del suo 2010 «i due giorni con il telefono spento e l’anima libera». Questa è Francesca Schiavone, la ragazza che dopo aver mangiato la terra rossa di Parigi per la gioia, ha investito il premio di 1.120.000 euro e il regalo aggiuntivo di 400.000 euro della federazione in un paio di jeans.
«Perché quando vinco faccio sempre così. E non mi serve altro». Così come, cara Francesca, dopo un 2010 così non serve altro neppure a noi.