Un tenore collaudato per un Alfredo diverso

Il regista Tcherniakov ha spinto il cantante Piotr Beczala a rivisitare completamente il suo personaggio

Daniele Gatti, sul podio per questa Traviata, salva Violetta, vittima dell’ipocrisia del tempo, e mette alla berlina Alfredo Germont. Smonta il mito di Alfredo-uomo innamorato. Lo ha definito sì onesto e sincero, ma fondamentalmente un vitellone di provincia che non riesce a mantenere quello che promette. È il polacco Piotr Beczala, 47 anni, lontane origini italiane, a vestirne i panni. Il tenore disegnerà un Alfredo circospetto e ironico all’inizio, quindi apertamente innamorato. Perché tutte queste cautele? "Se il rapporto non funzionasse - ha spiegato - almeno se ne potrebbe andare senza grandi sofferenze. Anche Violetta, dopotutto, non vuole essere troppo coinvolta all’inizio, sarebbe pericoloso". Ecco una chiave di lettura di questa Traviata annunciata come intima nell’ambientazione e nel numero dei personaggi in scena, con l’azione molto vicina al pubblico, grazie alla scena carrellata nella parte più avanzata del palcoscenico. Beczala è Alfredo fra i più noti in circolazione, ma sostiene che il regista Dmitri Tcherniakov lo ha spinto a rivisitare completamente il personaggio. Ama godersi la vita, Beczala.

Appena può, pratica vela e golf, non appena ha messo piede in Lombardia s’è cercato i migliori campi approdando in Franciacorta. Continua insomma a esorcizzare gli anni bui della Polonia sovietica quando, ha confessato, "stavo sveglio la notte ad aspettare che i negozi aprissero per comprare un chilo di salsiccia". Ora vive a Zurigo, ha un appartamento a Manhattan, nello stesso stabile della diva Anna Netrebko: sua partner artistica prediletta e amica della moglie, la cantante Kasia. Beczala sarebbe dovuto tornare alla Scala nel 2014 per Werther, poi lo spettacolo è stato cancellato. È però in trattative con il futuro sovrintendente, Pereira.