Il tenore e la focaccia

Adesso si tratta di capire se hanno più fame di cultura i genoani e hanno più fame di focaccia i sampdoriani. Ad alimentare i dubbi sulle preferenze dei tifosi rossoblucerchiati è il Comune di Genova che, in collaborazione col Teatro Carlo Felice, ha deciso di offrire agli spettatori del derby un piacevole preambolo: l'esecuzione di «Ma se ghe pensu» da parte del tenore Davide Cicchetti, che si esibirà senza base musicale pochi minuti prima del fischio d'inizio. Questo per quanto riguarda il derby di domani sera che, giocandosi in casa del Genoa, vedrà una preponderanza di tifosi rossoblù. Al ritorno, invece, si cambia musica (in tutti i sensi). Nessuna canzone dialettale, ma una generosa offerta di focaccia da parte dell'amministrazione, della quale beneficeranno soprattutto i tifosi sampdoriani. L'11 aprile, infatti, Marassi per tre quarti sarà blucerchiata.
«Con queste iniziative vogliamo testimoniare la vicinanza del Comune alle nostre tifoserie», spiega l'assessore allo Sport Stefano Anzalone. E Nicolò Scialfa, consigliere delegato del sindaco per il teatro Carlo Felice aggiunge: «La scelta è caduta su Ma se ghe pensu anche per cementare l'appartenza delle due tifoserie alla città». Niente meno. Davide Cicchetti, che stasera sarà al Carlo Felice per la prima della «Vedova Allegra», non nasconde un briciolo di emozione. Per un habitué del teatro, esibirsi in uno stadio rappresenta una bella novità: «Immagino siano due esperienze completamente diverse. Cantare al Carlo Felice è senz'altro più difficile e impegnativo. C'è l'orchestra, non hai il microfono e la platea è molto esigente». Però a Marassi ci saranno 35mila spettatori, mica bazzecole: «Trovarsi di fronte a così tanta gente mi farà un certo effetto. Da bambino andavo allo stadio accompagnato da mio nonno. Ora ci torno da protagonista». Il tenore si piazzerà al centro del campo preannunciato dallo speaker del «Luigi Ferraris». L'esibizione canora dovrebbe durare quattro, cinque minuti: «Spero che sia un momento in grado di accomunare le tifoserie delle due squadre». Di cui lui non è tifoso. «Sono juventino». Proprio come l'assessore Anzalone che ha già le idee chiare per il derby di ritorno: «Daremo la focaccia a tutti quelli che andranno allo stadio». Ma se ghe pensu ai doriani è andata meglio.