Tensione Napolitano-Berlusconi. E il Pdl rompe il tabù della protesta contro le procure

Da settimane le stanno cercando procure e giornali, disposti a pagare cifre importanti per averle in esclusiva. Sono le fotografie scattate, o fatte scattare, da Roberta Oronzo in uno dei famosi presunti festini a villa Certosa, residenza di vacanza di Silvio Berlusconi. Perché tanta curiosità? Semplice, all’epoca degli scatti la ragazza era minorenne, come la sua amica Letizia Noemi che se l’era portata appresso con l’autorizzazione dei genitori. Era il capodanno del 2008-2009. Noi de il Giornale queste fotografie, insieme a qualche micro filmato, le abbiamo rintracciate e regolarmente comprate. Eccole, da oggi le sottoponiamo al vostro giudizio e alla vostra attenzione. Che cosa dimostrano? Guardatele e fatevi un’idea. Sono scatti fatti con il telefonino, in alcuni casi con una fotocamera. Foto ricordo, diremmo noi, di una esperienza non certo comune. Ragazzi e ragazze ospiti in una delle ville più belle del mondo in uno dei posti più belli del mondo. Ridono e scherzano tra loro, si fanno immortalare al fianco del presidente del Consiglio, la stessa cosa che accade ogni volta che Berlusconi si trova tra la gente.
Su queste immagini si sono costruite leggende metropolitane, evocate orge e altre cose simili. La ragazza in questione, Roberta, che si trovava lì (con altre decine di invitati) perché compagna di Noemi che, come noto, conosceva e frequentava il presidente in quanto amici di famiglia, rischia di essere bollata come escort da un momento all’altro. Gli scatti che pubblichiamo all’interno dimostrano quanto assurdo, pericoloso e vigliacco sia questo gioco al massacro innescato dai pm spioni e alimentato da giornali senza scrupoli. Vi sembra che questa ragazza meriti di essere trascinata dentro un tritacarne a luci rosse?
Roberta ha accettato, ed è la prima volta che lo fa, di parlare, raccontare la sua vicenda. Le sue parole saranno passate ai raggi X da novelli Sherlock Holmes e maestrini di giornalismo. Che non terranno conto della cosa più importante: sono parole di una ragazzina spaventata e offesa finita casualmente in una faccenda più grande di lei.
Non so se esistono altri giovani che esibiranno altre fotografie e, nel caso, di che cosa si possa trattare. È certo che i sospetti su Roberta sono del tutto infondati. Una bufala, si dice in gergo giornalistico, come del resto già si sono dimostrate molte delle vicende lette e sentite in questi giorni. Per questo l’aggressione a Berlusconi va oltre il caso giudiziario del premier ma investe tutti noi in quanto attentato alle libertà e dignità personali.
Per questo ieri un migliaio di volontari del Pdl ha rotto il tabù di non poter protestare davanti a un palazzo di giustizia. È accaduto a Milano, dove questa mattina Giuliano Ferrara dirigerà i lavori del primo raduno di uomini liberi, magari in mutande ma liberi e vivi. Segno che l’ora di subire tacendo è scaduta.