Tensioni Pechino-Usa La Cina: "Siamo indignati per quelle armi a Taiwan"

Il ministro degli Esteri
cinese, Yang Jiechi, ha detto che la vendita di armi annunciata da Washington è "una evidente violazione del codice di condotta tra le Nazioni". E Pechino ribadisce la propria contrarietà alla visita del Dalai Lama a Washington

Pechino - Proseguono le tensioni tra Washington e Pechino. Dopo il braccio di ferro tra Google e la Cina è stata la volta dell'annunciata vendita di armi, da parte degli Stati Uniti, a Taiwan. Poi la conferma della visita del Dalai Lama alla Casa Bianca. Una dietro l'altra. Il clima, tra i due paesi, è tutt'altro che disteso. Anche se i rapporti commerciali - e finanziari - tra i due paesi suggerirebbero cautela. Ma la Cina oggi torna a ribadire la propria totale disapprovazione circa vendita di armi a Taiwan da parte degli Usa.

Grave violazione Rappresenta "una evidente violazione del codice di condotta tra le Nazioni" e il governo e il popolo cinesi si sentono "indignati". Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi intervenendo alla conferenza sulla Sicurezza apertasi oggi a Monaco, in Germania.

Polemiche sul Dalai Lama La Cina torna a ribadire la sua "costante e chiara" opposizione alla visita che il Dalai Lama compirà alla Casa Bianca, dove sarà ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Lo scrive l’agenzia ufficiale cinese "Nuova Cina". Pechino ha già "solennemente" presentato a Washington la sua contrarietà a proposito della visita prevista a febbraio del capo spirituale in esilio dei tibetani, ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri cinese Ma Zhaoxu, citato da ’Nuova Cinà.