Tentano di aggredire Segni al tavolo del "Firma day"

Il coordinatore
di Roma per il referendum Enzo Curzio denuncia:
"Erano ragazzi di Prc che invitavano a non
firmare. A Segni non è successo nulla solo
perché noi dello staff lo abbiamo protetto e perché è giunta
la polizia municipale&quot;. Della Vedova: settarismo comunista. <a href="/a.pic1?ID=174775"><strong>Giudice lascia la Consulta: ingerenze sul referendum</strong></a>

Roma - Alcuni ragazzi hanno inveito verbalmente e scaraventato un tavolo, senza provocare conseguenze, contro l'onorevole Mario Segni in piazza San Giovanni dove si trovava per il Firma day, ovvero la raccolta di firme per il referendum sulla legge elettorale. Lo riferisce il coordinatore di Roma per il referendum Enzo Curzio. "Erano ragazzi di Prc - racconta - che invitavano a non firmare per il referendum. A Segni non è successo nulla solo perché noi dello staff lo abbiamo protetto e perché è giunta la polizia municipale. E' assurdo aver subito un'aggressione da parte di militanti di sinistra, proprio nel giorno in cui si dovrebbero valorizzare la democrazia e il dibattito. Oltre all'aggressione verbale a Segni alcune persone hanno anche sottratto i moduli, compresi quelli firmati, che si trovavano presso un altro tavolo di raccolta firme in via Emanuele Filiberto: "hanno portato via almeno 200 firme", dice ancora Curzio. Spintonato ed insultato anche Umberto Calabrese, coordinatore del Comitato "Verso l'Italia delle Primarie Aperte". Gli aggressori gli hanno urlato slogan del tipo "fascista" e "buffone". E proprio dal tavolo del Comitato sono stati sottratti i moduli con almeno 200 firme.

Capezzone. clima preoccupante "Dunque, dopo le aggressioni avvenute all'interno dei palazzi della politica, è giunta anche l'aggressione fisica, in piazza... E' davvero preoccupante l'atmosfera che qualcuno sta cercando di creare intorno ad una iniziativa di democrazia diretta, di partecipazione dei cittadini, com'é la campagna referendaria". Così il radicale Daniele Capezzone commenta l'aggressione a Mario Segni a San giovanni. "Mi auguro che giungano non solo le scuse nei confronti di Segni e degli altri amici che sono stati bersaglio della contestazione (assai poco pacifica) - sottolinea - ma che contestualmente finiscano le dichiarazioni degli esponenti politici (solo nell'ultima mezz'ora ne ho contate quattro, all'interno della sola maggioranza di Governo) volte a capovolgere le cose, e ad incolpare il professor Vaccarella per ragioni passate, presenti e future, anziché chiedere conto a quanti pretenderebbero ancora una volta di influire sulle decisioni della Corte Costituzionale".

Prestigiacomo: atto squadristico "Esprimo la più piena solidarietà a Mario Segni, vittima di un'aggressione di impronta squadrista". Lo dice la parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo. "Sottrarre centinaia di moduli referendari già firmati è un atto intimidatorio e vigliacco, che colpisce un istituto democratico, come il referendum, previsto e garantito dalla Costituzione. L'indegno episodio odierno si inquadra in un clima violento che sta montando contro i referendari e che va fermamente contrastato da tutti coloro che hanno a cuore la libertà e la democrazia nel nostro Paese".

Della Vedova: settarismo comunista "L'increscioso e incredibile attacco violento a Segni e ai referendari è il frutto di una cultura ideologica e settaria di chi rifiuta il confronto aperto e che magari - da un pulpito neo o post comunista - tenta di impartire lezioni di liberalismo e democrazia". Lo sostiene l'esponente dei Riformatori Liberali Benedetto della Vedova. "Siamo certi che anche da questo episodio Mario Segni e i referendari sapranno trarre nuove ragioni di impegno per arrivare ad un risultato positivo nella raccolta firme: il successo della campagna referendaria è una garanzia importante per confermare il bipolarismo nel nostro paese".