Tentano di rapirla, si getta dall’auto

Afferrata alle spalle da uno sconosciuto, caricata in un’auto poi partita a tutta velocità contromano, una giovane studentessa universitaria ha trovato la forza di divincolarsi, aprire la porta e gettarsi fuori. Rotolata a terra, mentre il suo aggressore fuggiva, è stata poi soccorsa dai passanti e dagli agenti di una volante, chiamati da una signora che aveva assistito al misterioso rapimento che per il momento appare inspiegabile
Lavinia L. ha 21 anni, ed è arrivata da Empoli per studiare all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ieri mattina di buon’ora si è recata presso gli uffici dell’Als in via Gola 22. Una pratica da sbrigare poi verso le 7.20 è uscita e si è incamminata attraverso il piccolo parcheggio, limitato oltre che da via Gola, da via Segantini e via Magolfa, a pochi metri dalla piscina Argelati. Immersa nei suoi pensieri non si è accorta del giovane che le stava piombando alle spalle. L’aggressore l’ha bloccata e le ha messo una mano sulla bocca, quindi trascinata e fatta salire a forza nella sua vettura ferma in via Magolfa. Per poi partire a tutta velocità verso Segantini, quindi imboccando la strada contromano.
All’incrocio ha dovuto però rallentare e Lavinia, vinto il terrore, ha trovato la forza di aprire la portiera e lanciarsi giù, rotolando sull’asfalto. Mentre il suo sequestratore mollava la presa e si dileguava nel traffico. La ragazza veniva subito soccorsa dai primi passanti e dopo poco istanti dagli agenti di una volante. Poco prima infatti una signora, inquilina del terzo piano di un palazzo che si affaccia sul parcheggio, aveva sentito le grida e si era affacciata alla finestra. Giusto in tempo per vedere la giovane che si dibatteva tra le braccia del bruto. Poi la perdeva di vista, coperta da alcuni alberi, per poi vedere schizzare via la macchina. E ha chiamato il 113. Come ha fatto una passante che aveva sentito le invocazioni di aiuto e visto anche lei la vettura sfrecciare in Magolfa contromano.
Interrogata dalla polizia, la ragazza appare sotto choc. Riesce a mala pena a descrivere l’aggressore come un ragazzo tra i 25 e i 30 anni, alto circa 1.75. Precisa comunque che il giovane non ha tentato di palpeggiarla né di rapinarla. Non sa però precisare né il modello della macchina né la targa, anche solo parziale. La studentessa ha un passato cristallino, senza precedenti o denunce, non riesce a immaginare chi possa aver tentato di rapirla e nel recente passato non ha subito minacce, né si è accorta di qualcuno che la seguisse. Non ha comunque subito grossi danni, appena qualche scalfitura e qualche escoriazione, ma per precauzione è stata fatta salire in ambulanza e portata al San Paolo in codice verde.Nel frattempo gli investigatori rintracciano e sentono le due donne che hanno lanciato l’allarme, senza però ricavarne elementi utili. Anche la signora del terzo piano e la passante non sembrano in grado di fornire dettagli sul tipo di vettura usata dal mancato rapitore. Le indagini comunque proseguono con le solite procedure, in particolare con la ricerca sul posto di qualche telecamera a circuito chiuso funzionante. Nella speranza che, ben posizionata, possa fornire qualche spunto utile per identificare l’auto fuggita e quindi il suo proprietario.