Tentata rapina all’istituto di medicina legale

Scatta l’allarme, la banda si dà alla fuga L’anno scorso portati via 100 chili di cocaina

Nel giugno dell’anno scorso i rapinatori avevano avuto decisamente maggior fortuna: quattro uomini presentatisi come carabinieri in borghese, dopo essersi fatti aprire il caveau dell’istituto di medicina legale, avevano immobilizzato i responsabili e portato via 100 chili di cocaina appena sequestrata e di un valore oscillante tra i 10 e i 12 milioni di euro.
Sabato sera, invece, i malviventi che hanno assaltato l’obitorio pubblico ma che miravano alle stanze dell’istituto di medicina legale, hanno fatto cilecca. Se ne sono dovuti andare infatti a mani vuote perché, dopo aver manomesso un allarme, non hanno preso in considerazione il fatto che avrebbe potuto essercene un secondo che è puntualmente scattato.
Tutto è accaduto poco dopo le 23. Cinque uomini che parlavano italiano senza particolari inflessioni - due armati di pistola e tutti con il bavero del giaccone alzato e cappellini in testa - sono entrati nell’obitorio comunale dall’ingresso di via Ponzio (Città Studi). Lì hanno aggredito alle spalle i tre custodi che stavano iniziando il loro turno di lavoro e, per non essere visti, li hanno fatti stendere supini sul pavimento, legando loro mani e piedi con del nastro adesivo. A quel punto hanno staccato la corrente elettrica dell’allarme dell’obitorio, ma mentre si apprestavano a passare nell’adiacente istituto di medicina legale aprendo la porta che conduce a quelle stanze, è scattato l’allarme e sono dovuti fuggire in tutta fretta. Facendosi aprire il cancelletto d’ingresso dall’unico custode che hanno liberato, il solo ad averli visti.