Tentata truffa alla Samp: il processo finisce in corner

Cambia il giudice, rinviata la causa intentata contro l’ex calciatore Dossena

Piero Pizzillo

È stato rinviato al 3 novembre il processo all’ex calciatore blucerchiato Beppe Dossena, 48 anni, accusato di tentata truffa aggravata ai danni della Sampdoria, assieme a altre tre persone: Andrea Stagni, 45 anni, procuratore (già finito nei guai in seguito al fallimento del Ravenna), l’imprenditore Antonino Pane, 52 anni, ex potenziale acquirente della Samp sotto la presidenza di Enrico Mantovani, e Mauro Gagliardi, 50 anni, di Isernia. Erano finiti a giudizio ai primi di agosto 2004, su citazione diretta del pm Vittorio Ranieri Miniati, in cui si diceva che «gli imputati, in concorso tra loro e con Giuseppe Mantegazzi e Vincenzo Esposito non compiutamente identificati, con artifici e raggiri compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a procurarsi, inducendo in errore Riccardo Garrone e la Banca S. Giorgio, un ingiusto profitto, pari quanto meno a 5 milioni e mezzo di dollari, ammontare della lettera di credito a favore della società Calia Limited». Secondo l’accusa, la tentata truffa ai danni del presidente della Samp, costituitosi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Andrea Campanile, si sarebbe concretizzata attraverso una serie di operazioni tendenti a ottenere linee di credito che avrebbero consentito alla società inglese Calia (che faceva riferimento a Pane), di poter acquistare la società. Dossena entrò in scena nel luglio 2001, quando disse a Garrone d’aver ricevuto da un facoltoso personaggio saudita un mandato per l’acquisto della maggioranza della Samp. L’ex calciatore, che fungeva da mediatore, nella nuova Samp avrebbe avuto il ruolo di manager. Nel gennaio 2002 era stato raggiunto un accordo di massima per la cessione della società (si parlava di 30 miliardi). Ma intanto La Gazzetta dello Sport scopriva che dietro il principe arabo c’era Antonino Pane.
Ieri mattina, dinanzi al giudice Cardino, che ha sostituito la collega Colella trasferita al tribunale di sorveglianza, uno dei difensori non ha dato il suo consenso alla lettura dei verbali e delle prove acquisite al dibattimento, e ha chiesto il rinnovo della stesso dinanzi al Cardino. Il magistrato, in considerazione del fatto che del problema si sta interessando la Corte costituzionale su istanza anche di altri tribunali, ha rinviato al 3 novembre in attesa della pronuncia della Consulta. Era presente in aula Garrone, che, assistito da Campanile, doveva essere sentito come parte civile.