La tentazione di Letizia: un assessore straniero sulla poltrona di Sgarbi

Il sindaco terrà le deleghe alla cultura fin dopo l’estate poi lascerà il posto a un nome di rilievo internazionale

Letizia Moratti non perde tempo e si lancia nell’attività da assessore alla Cultura. Visita privata a sorpresa con il marito Gianmarco al Museo di Storia Naturale, improvvisata al Telefilm festival (oggi andrà anche l’assessore ai Grandi Eventi, Giovanni Terzi). Il sindaco ha spiegato agli uomini di sua fiducia che intende occuparsi direttamente della cultura per un po’ (almeno fino a dopo l’estate, ipotizzano a Palazzo Marino), così da dare un’impronta personale che vada oltre i confini del Paese. Per quando si tratterà di scegliere l’erede di Vittorio Sgarbi, la Moratti ha confidato di pensare a «una personalità di levatura internazionale», senza escludere «uno straniero». E di uno straniero avrebbe parlato anche uno dei suoi più stretti collaboratori, il suo consigliere più fidato, Paolo Glisenti. Le ipotesi si sprecano. C’è chi fa il nome di Jack Lang, ex ministro francese della Cultura che in passato è stato direttore del Piccolo Teatro. Qualcuno butta lì un po’ scherzando e un po’ no: «Forse pensa a una personalità africana».
L’ipotesi è che il sindaco si prepari a un colpo di scena in vista dell’Expo. Le conoscenze internazionali non le mancano, così come i contatti con il mondo della cultura, sviluppati anche durante la presidenza della Rai e gli anni da ministro dell’Istruzione. La Moratti punta da sempre a lanciare Milano in una rete di relazioni più ampie possibili. Ne è prova l’amicizia con l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, il premio Nobel Al Gore, che ha ospitato a cena pochi giorni fa, e quella con un altro premio Nobel, il ghanese Kofi Annan.
Vittorio Sgarbi, licenziato in tronco, torna all’attacco: «Milano non può essere governata da chi ha un atteggiamento razzistico e discriminatorio verso il mondo omosessuale». Ma il sindaco avrebbe deciso di rompere con il suo ex pupillo quando lui si è vantato pubblicamente di aver preso in giro tutta la giunta facendo approvare di nascosto la contestata delibera sulla rassegna teatrale gay. In realtà la Moratti era stata informata dai suoi dirigenti ben prima che la delibera arrivasse in giunta e aveva deciso di lasciarla votare per evitare le polemiche. Così non ha gradito le «esternazioni» trionfalistiche e sopra le righe del suo (ex) assessore.
Non sono in molti a credere nel rimpasto, anche se per avere un quadro definitivo bisognerà aspettare la squadra di sottosegretari e i riassetti a livello cittadino e regionale. Sgarbi è sempre stato considerato una scelta personale del sindaco e quindi dovrebbe essere sostituito con un esterno. Il caso Ombretta Colli non sembra d’attualità almeno fino a che l’assessore non deciderà spontaneamente di dimettersi (non sembra un’eventualità dietro l’angolo). Al momento i sommovimenti sono considerati più un rischio che altro dai vertici di Forza Italia, impegnati a scegliere il futuro coordinatore regionale e a gestire il rimpasto al Pirellone, previsto a breve. Le sorprese, si è visto, sono sempre in agguato.