Le «tentazioni» secondo Pio X e la risposta di Benedetto XVI

Ecco una domanda e una risposta del vecchio catechismo di San Pio X messa a confronto con l’analoga domanda del nuovo compendio di Papa Ratzinger. Il testo di Pio X fu adottato nella diocesi di Roma e quindi si diffuse in tutta la Chiesa cattolica. È rimasto in vigore fino al Concilio Vaticano II. «Senza voler condannare nessuno - disse il cardinale Ratzinger in un’intervista al mensile 30Giorni nel 2003 - è evidente che oggi l’ignoranza religiosa è tremenda, basta parlare con le nuove generazioni... Nel post-Concilio evidentemente non si è riusciti concretamente a trasmettere i contenuti della fede cristiana».
Catechismo di San Pio X
Che cosa chiediamo nella sesta domanda del Padre Nostro?
Nella sesta domanda: e non ci indurre in tentazione, chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci la grazia di non essere vinti.
Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica
Che cosa significa: «non ci indurre in tentazione»?
«Noi domandiamo a Dio Padre di non lasciarci soli e in balia della tentazione. Domandiamo allo Spirito di saper discernere da una parte la prova che fa crescere nel bene e la tentazione che conduce al peccato e alla morte e dall’altra, fra essere tentati e consentire alla tentazione. Questa domanda ci unsice a Gesù che ha vinto la tentazione con la sua preghiera. Essa sollecita la grazia della vigilanza e della perseveranza finale».

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