TEO TEOCOLI Da Caccamo a Maldini revival tutto da ridere

Lo show, allo Smeraldo da oggi, è uno “spettacolo a richiesta”. «Sono io che spingo il pubblico a chiedermi i tanti personaggi intrepretati in questi anni»

Li chiamano one man show. Ma, ovviamente, tutto dipende dal man. Non sono i numeri dello spettacolo a fare la differenza, ma chi quei numeri li rende volto, voce, movimento.
È la storia che si porta appresso l’uomo al centro del palcoscenico a dare senso e verità artistica allo show: Teo Teocoli questa regola la incarna in pieno, con i suoi trent’anni di cabaret alle spalle, pendolare infaticabile tra i piccoli palchi dei locali milanesi, gli immensi studi televisivi delle prime reti locali, e poi la tv nazionale, i teatri riempiti, infine le apparizioni centellinate in un piccolo schermo che non sempre sembra attrarlo.
«La tv è cambiata tanto - spiega lui -. Oggi sembra più una scatola incantatrice che magica: la si guarda in modo passivo. La si accende, ma ciò che c’è dentro non lascia tracce». Ecco perché, di questi tempi, un veterano come Teo maneggia la tv con cautela e sano distacco: ospite fisso alla «Domenica Sportiva», in un ruolo inedito di osservatore e commentatore, guest star di Adriano Celentano nel suo ultimo discusso show Realpolitik (unico artista a essere invitato due volte dal Molleggiato, con picchi di share a ogni suo passaggio), infine ospite di Fabio Fazio su RaiTre, a Che tempo che fa, a raccontare di se stesso e di una Milano per lo più scomparsa nella rutilante modernità del XXI secolo.
Parte di quell’amarcord - storie della malavita meneghina, simpatica e in qualche modo «pura», e poi i mille aneddoti dei tempi del Derby - sgorga anche nell’ultimo spettacolo teatrale del comico milanese, il «Teo Teocoli Show», al teatro Smeraldo dal 28 dicembre al 14 gennaio e sottotitolato curiosamente come «spettacolo a richiesta». Uno spettacolo che raccoglie l’impegnativa staffetta di Sono tornato normale, show e Non ero in palinsesto, entrambi record da cartellone in tutta Italia. «A dir la verità - spiega Teocoli - sono io che spingo il pubblico a chiedermi determinate cose, i tanti personaggi interpretati in questi anni, da Caccamo a Celentano, al sindaco Albertini, a Cesare Maldini, fino a Peo Pericoli e il marocchino dalle sopracciglia foltissime, ma anche le canzoni da cabaret e quelle anni ’60, del mio periodo di musicista beat, oltre ovviamente ai numeri dei tempi di Antenna 3».
Per ridere, ma non solo, come rivela lo stesso Teo: «C’è chi l’ha chiamata operazione nostalgia - dice -, io parlerei piuttosto della presenza di un pizzico di malinconia. Più che la risata fine a se stessa cerco di suggerire questo sentimento. Parlo molto di Milano e di come sia cambiata, metà dello show è tutta su questa città che mi ha dato tutto».
I ricordi del Derby, un capitolo importante. «Al Derby ho mosso i miei primi passi - spiega Teocoli -. Mi ricordo che il proprietario teneva a distanza stampa e tv, lì dentro doveva vivere la filosofia del teatro». Con una gavetta del genere, le spalle del vecchio Teo sanno reggere oggi qualsiasi tipo di recital. E in qualsisi luogo. «Con Sono tornato normale, show - dice divertito - ho fatto una scelta da kamikaze: ho debuttato al Sistina di Roma, giocando praticamente fuori casa. Quando, una sera, in un ristorante sentii un romano dire a un amico, ad alta voce: ao', quel Teocoli è proprio forte, ho capito di aver fatto la scelta giusta».
Teo Teocoli show al Teatro Smeraldo dal 28 dicembre al 14 gennaio. Biglietto 36-18 euro, sera 31 dicembre con brindisi 100-70 euro (più prevendita).