Teofane il Recluso

Si chiamava Georgij Govorov ed era nato nel 1815 nel governatorato di Orël. Studiò all'accademia teologica di Kiev e nel 1841 prese i voti monastici col nome di Feofan (Teofane). Ordinato sacerdote e completati gli studi, fu in breve tempo chiamato a insegnare teologia morale all'accademia teologica di San Pietroburgo. Nel 1847 venne mandato in missione a Gerusalemme. Dieci anni dopo tornò a San Pietroburgo come rettore dell'accademia teologica. Ancora due anni e venne consacrato vescovo di Tambov. Nel 1863 gli fu assegnato l'episcopato di Vladimir. Ma nel 1866 il nostro Teofane decise che fare il vescovo era troppo pesante per uno portato a solitudine e silenzio come lui e diede le dimissioni. Si ritirò nell'eremo di Vyša, un luogo lontano da tutto. Dal 1872 in poi la sua fu una vita di strettissima clausura (da qui l'appellativo «il Recluso»), dedicata alla scrittura e alle traduzioni. Scrisse molte opere di ascetica e di esegesi biblica. Tradusse in russo il celebre trattato spirituale Filocalia e tenne una fitta corrispondenza che fu poi pubblicata in volumi e per argomenti. Sempre per iscritto polemizzò coi protestanti battisti, che proprio allora stavano penetrando in Russia, e con lo scrittore Lev Tolstoj, il quale, com'è noto, aveva manie e teorie religiose piuttosto stavaganti. Ma soprattutto Teofane il Recluso è considerato un maestro della cosiddetta «preghiera del cuore», molto in auge tra i cristiani orientali, nonché dell'«esicasmo», una specie di ripetuta giaculatoria che si fa coincidere con il respiro. Il santo vescovo è stato canonizzato nel 1988.