Teppisti scatenati al S.Paolo Napoli verso maxi-squalifica

Esplose decine di bombe-carta, partita sospesa e poi ripresa fino al 90’ per l’intervento di De Laurentiis

da Napoli
Decine di bombe carta, lanciate prima, durante e dopo la partita. Due volte, l'arbitro Orsato di Schio, è stato costretto a sospendere Napoli-Frosinone, ieri al San Paolo. Ma quando sembrava che il triplice fischio (sospensione definitiva della gara) fosse imminente, ecco il colpo di scena: Aurelio De Laurentiis, il proprietario del nuovo Napoli, è sceso in campo. Il produttore cinematografico si avvicina all'arbitro e gli dice qualcosa. «Non diamola vinta a questi delinquenti, riprenda la partita, per tutti quei tifosi perbene che sono allo stadio e a casa». Orsato di Schio aspetta ancora qualche secondo. Telefonicamente, sente il responsabile dell'ordine pubblico per la partita, il vicequestore Alberto Francini, per conoscere il suo parere. C’è il suo ok. La partita riprende, il pubblico si placa. Poi vengono i due gol, uno per parte. Il San Paolo, già diffidato e a pesante rischio di squalifica, ha vissuto un'altra giornata da dimenticare. Le bombe carta (sono le stesse usate dai camorristi per far saltare le saracinesche) sono diventate una costante quest'anno. Durante il match con la Juve, ne erano state esplose a decine. Anche ieri è stato cosi. Pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo, sono iniziate le esplosioni e Orsato ha sospeso una prima volta la partita. L'arbitro si è avvicinato alle due panchine e ha avvertito che «al prossimo botto, chiudo definitivamente la partita». Stesso discorsetto, ai capitani delle due squadre.
Dopo un minuto e mezzo, l'incontro riprenderà. Sembrava che la minaccia di sospendere la partita avesse calmato i bombaroli, invece, intorno al venticinquesimo, l'assalto riprendeva. Una, due, tre... sette bombe carta, lanciate dal settore dei distinti, indurranno il direttore di gioco a sospendere per la seconda volta Napoli-Frosinone. Sullo stadio il gelo, decine di tifosi lasciano l’impianto, convinti che la partita sia finita ma anche disgustati per quello spettacolo indegno, messo in scena da una parte della tifoseria azzurra.
Poi il colpo di scena: scendono in campo De Laurentiis e Pier Paolo Marino, si avvicinano a Orsato e gli chiedono di riprendere la partita. Quattro minuti dopo, il match riprende. Lungo il recupero. Per la tifoseria, più che un arrivederci è quasi un addio alla squadra: si prevede una lunga squalifica del San Paolo, con partite a porte chiuse in campo neutro. Tutto adesso sembra compromesso nel cammino del Napoli verso la A.
Amaro il commento di Marino. «Questa gente non si rende conto del male che fa al Napoli. La partita è stata sospesa mentre il Napoli stava prendendo in mano la partita e non mi sembra giusto. Comunque l'arbitro mi ha rassicurato dicendomi che non esiste nessun pericolo per il risultato e la sua omologazione». Sconsolato quello del tecnico Reja: «Per un momento ho pensato che a Napoli il calcio non si può più fare». E il coordinatore provinciale dei Ds chiede che la giunta comunale si costituisca parte civile al processo contro i teppisti.
La partita è finita 1 a 1, rigore di Lodi al 74’ e pareggio di Bogliacino all’83’ che permette ai campani di restare primi con un punto di vantaggio su Bologna e Juve.