Teppisti travestiti da tifosi giocano la gara della violenza

Anche in Liguria vandali in azione nel dopopartita di Italia-Germania

Ferruccio Repetti

E li chiamano tifosi. Invece, sono solo teppisti. Che le forze dell’ordine possono e devono perseguire con la necessaria fermezza, senza che qualche sociologo di strada invochi i diritti inalienabili al vandalismo in nome dell’euforia da calcio mundial. Quello che è successo l’altra notte a Genova e in altre località della Liguria, ad opera di un’esigua, ma violenta minoranza di deficienti, subito dopo la vittoria della nazionale italiana sulla Germania, non ha nulla a che fare con il patriottismo, sportivo e non, quanto con la patologia da frustrazione. A cominciare dall’inqualificabile episodio accaduto a Cornigliano: un gruppo di una trentina di esagitati, resi spavaldi da abbondanti libagioni, ha aggredito a calci e pugni un cittadino siciliano che aveva «osato» protestare perché alcuni di loro festeggiavano la vittoria degli azzurri saltando sul tetto della sua auto parcheggiata sotto casa. «Cumpà, sono italiano pure io» ha gridato invano il giovane, 36 anni, originario di Butera (Caltanisetta) ed emigrato in Germania, alle decine di energumeni che gli stavano sfasciando la vettura con targa tedesca. Non basta: il branco di autentici coraggiosi ha aggredito anche gli agenti di una volante che avevano cercato di sottrarre l'uomo al linciaggio. Il giovane aveva chiesto aiuto ai poliziotti, ma è stato subito raggiunto dagli aggressori che si sono fatti forti dell’essere in gruppo. A questo punto, la furia bestiale del branco si è scatenata anche contro gli uomini in divisa, con una furibonda gragnola di calci e pugni.
A fatica, i poliziotti sono riusciti a mettersi in salvo sulla vettura di servizio che, però, è stata ancora colpita e danneggiata dagli scalmanati. Le pattuglie del commissariato di Cornigliano sono poi dovute intervenire per riportare la calma, quando un centinaio di giovani, che avevano schivato alcune bottiglie di birra lanciate dalle finestre di un palazzo, hanno forzato il portone d'ingresso dello stabile, danneggiando le cassette delle lettere. Nel frattempo, in pieno centro città, mentre migliaia di persone si riversavano in via Venti Settembre e a De Ferrari, con gli immancabili caroselli di auto e moto, sventolio di bandiere, suono di clacson e trombette, spari di razzi fumogeni e tuffi nella fontana della piazza, una quindicina di cassonetti dell’immondizia venivano dati alle fiamme da vandali rimasti sconosciuti. Cortei e chiassate anche nelle delegazioni periferiche. A Sanremo, invece pure: le intemperanze dei tifosi, tollerate con benevolenza e con la chiusura di entrambi gli occhi, hanno rischiato di provocare addirittura un incendio. Un piccolo razzo sparato in aria, poco dopo le 23 e 30, in corso Raimondo, è finito dentro un attico incendiando la tettoia. Sono intervenuti i vigili del fuoco, che sono riusciti a spegnere le fiamme prima che si propagassero a locali vicini. Sempre a Sanremo, in corso Cavallotti sono stati incendiati alcuni cassonetti della spazzatura. Analoghe «esibizioni» di sedicenti tifosi ai danni di depositi di immondizia si sono verificate anche a Ceriale, Chiavari e Rapallo. C’è da registrare, infine, il ribaltamento di un’auto, guidata da un conducente che si stava attivamente impegnando in un improbabile carosello per le strade di Albenga. Purché non sia solo la prova generale in vista della finalissima mundial.