La «terapia Brunetta» guarisce gli statali: assenti in calo del 37%

Intanto il ministro sul sito bandisce un concorso per vignette satiriche su di lui

da Roma

La «cura Brunetta» a base di «vitamine» anti-fannulloni sembra giovare alla salute dei dipendenti pubblici. Nel trimestre maggio-luglio di quest’anno, rivelano le statistiche diffuse ieri dal ministero, sono apparsi decisamente più in forma e le loro assenze per malattia il mese scorso sono diminuite del 37,1% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Il dato corrisponde a circa 25mila presenze in più dietro lo sportello o in ufficio a luglio 2008. Il merito, ha spiegato il ministero, è da ascriversi anche alla nuova normativa. Il primo impulso è giunto dal dl sulla manovra triennale che ha imposto controlli più severi e ha bloccato indennità ed emolumenti accessori nei primi dieci giorni di malattia. Ma la legge non è rimasta sulla carta e la circolare dello scorso 17 luglio l’ha subito resa applicabile prevedendo visite fiscali anche per un solo giorno di assenza. I due deterrenti hanno funzionato: al Cnel le giornate di malattia si sono contratte di oltre il 77%, passando da 71 a 16.
I risultati fanno ben sperare anche per il futuro. Anche se il confronto con il Conto annuale della pubblica amministrazione non è corretto in termini statistici, ha precisato il ministero; rapportando le assenze del trimestre maggio-luglio ai dati storici, si otterrebbe un valore medio per la pa «di circa 10 giorni» a fronte di valori superiori da anni ai 20 giorni per dipendente. La variazione di luglio, infatti, rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%). Inoltre in ben 53 amministrazioni su 70 le assenze sono calate di oltre il 30 per cento. I numeri, ha commentato il ministero della Pubblica amministrazione, «testimoniano gli ampi margini di recupero di efficienza e di produttività che esistono all’interno delle amministrazioni».
I singoli esempi sono eclatanti: a luglio le assenze per malattia degli impiegati della Regione Lazio sono scese da 4.844 del 2007 alle attuali 2.333 (-52%). In Campania la media assenze complessiva è passata da 0,8 giorni a 0,6 (-25%). Al Comune di Genova la media delle giornate perse per motivi di salute è diminuita da 0,9 a 0,6 (-33%), a Milano da 1 a 0,7 (-30%) e a Torino da 0,7 a 0,3 (-57%). Efficientati anche i ministeri: sia alla Difesa che al Lavoro la media è calata da 1,1 a 0,7 (-36,4%), agli Esteri si è passati da 0,7 a 0,4 (-43%).
C’è anche un caso isolato: al ministero dell’Ambiente le giornate di assenza sono aumentate da 711 a 726, ma il contestuale incremento dei dipendenti ha mantenuto la media sostanzialmente stabile. Va segnalato che in alcune amministrazioni sono aumentate le assenze per altri motivi, però ferie e permessi sono costi già compresi nel bilancio dello Stato. Infine, ha segnalato il ministero, «non sempre le amministrazioni in cui il calo è più sensibile sono quelle meno efficienti. Anzi: spesso accade il contrario».
Tutto questo non ha evitato le solite critiche di Cgil-Funzione pubblica che, per voce del segretario Carlo Podda, ha parlato di «tanto rumore per nulla» giacché i dati della Ragioneria generale dello Stato già avevano certificato un trend discendente. «Il calo osservato del 37,1% delle assenze per malattia tra luglio 2007 e luglio 2008 è un dato che parla da solo», ha prontamente replicato la segreteria tecnica del ministro Brunetta.
Ma ormai alla Pubblica amministrazione alle polemiche ci sono abituati. Tant’è vero che alla fatwa del neosegretario di Rifondazione Ferrero sulle vignette anti-fannulloni pubblicate nel sito www.funzionepubblica.it si è risposto bandendo un concorso per vignette «anti-ministro». Irritatissimi pure alcuni deputati del Pd che hanno presentato addirittura un’interrogazione per rimuoverle. Brunetta va avanti e pare che abbia gradito la satira nei suoi confronti. Saranno pubblicate l’11 agosto ma alcune anticipazioni sono già trapelate. In una il ministro è ritratto come Mao e afferma: «Visitarne uno per licenziarne cento». E oggi anche il Giornale è della partita...