Termini allagata, la metro chiude i cancelli

Caos alla Stazione Termini, ieri, per il violento temporale che si è abbattuto sulla città. Per un problema alla griglia di ventilazione in piazza dei Cinquecento che, invece di immettere aria ha cominciato a far cadere acqua piovana sui binari. I vigili del fuoco, dalle 16,30 circa, hanno stabilito la chiusura della metro, per entrambe le linee fino all'alba di oggi, costringendo così centinaia di passeggeri a cercare soluzioni alternative per raggiungere le rispettive destinazioni. Accese le proteste, aggravate dal fatto che se la metropolitana era chiusa, il traffico in strada era pressoché paralizzato rendendo difficoltoso se non impossibile il ricorso a mezzi pubblici o taxi. L’acqua, in breve tempo, ha raggiunto 15 centimetri d’altezza, costringendo alla chiusura l’area commerciale. Fermi, inoltre, scale mobili e ascensori per paura di corto circuiti.
Stesso scenario alla stazione Lepanto, «chiusa per motivi di sicurezza». Disagi anche alla stazione Flaminio, che, per un principio di allagamento, è rimasta fino a sera sotto il monitoraggio dei vigili del fuoco. «È una vergogna che una città, e una capitale per giunta, si fermi per poche gocce di pioggia», «Siamo rassegnati: una volta speravamo che questi incidenti servissero a chi di dovere per capire che sono necessari urgenti interventi di ammodernamento, ora sappiamo che servono solo a bagnarci, perché tutto resta com’è» questo il tenore delle proteste dei passeggeri rimasti prigionieri del temporale.
Ma per la prima volta a Termini entrambe le linee sono state chiuse per ore. Lepanto è stata riaperta verso le 17,20, poco dopo Termini, ma solo per la linea B. Sulla linea A, interessata dalla maggior quantità di infiltrazioni, vigili del fuoco e tecnici sono rimasti al lavoro fino a sera inoltrata. Chiusura straordinaria anche per il Cimitero Acattolico, in via Caio Cestio, dove l’acqua ha raggiunto circa mezzo metro di altezza. I cancelli sono stati serrati alle 15, con due ore di anticipo sull’orario previsto, e i visitatori sono stati costretti a uscire dai capannoni di servizio. All’esterno, i disagi non sono finiti. L’acqua era, infatti, alta in tutte le strade circostanti, da via Marmorata a Testaccio e all’Aventino. Colpiti Monte Mario, Corso Francia, via Cassia, ponte Milvio e Foro Italico. Centinaia le chiamate a vigili del fuoco e polizia municipale. Allagamenti in via Laurentina, Giustiniana, Magliana, Tor de’ Schiavi, via delle Mura Portuensi, viale Trastevere, piazzale della Radio, San Paolo e via Flaminia all’altezza di Belle Arti. Rami caduti e impianti fognari in tilt in viale Parioli, viale Regina Margherita e in più strade del II municipio.
Circa un centinaio gli incidenti in diverse zone della città. Nel più grave, avvenuto verso le 17, sul Gra all’altezza di via Tuscolana, un uomo ha perso un braccio. Ha rischiato di cadere sulla ferrovia Roma-Pescara, un camion che, a causa di uno smottamento, si è ribaltato, all’incrocio tra via Andrea Noale e via di Salone. Non sono mancati interventi della polizia chiamata a soccorrere persone rimaste intrappolate nelle vetture: cinque in via Quirino Majorana, una in via Sergio De Vitis a Spinaceto. Molte anche le auto parcheggiate, rimaste in panne all’interno di «laghetti». L’allarme pioggia, apparentemente rientrato verso le 18.30, è tornato ad accendersi dopo solo mezz’ora, impegnando vigili urbani e forze dell’ordine fino a tarda sera.