"Per Termini Imerese 10 offerte sul tavolo"

Il 5 marzo l’advisor del ministro Scajola farà il punto sui candidati.
L’indiana Reva, alleata di Cimino: "La Sicilia ci interessa per
produrre in Europa". Si prepara anche una cordata di industriali
locali. Il piemontese Reviglio si tira fuori

Sono una decina le offerte all’attenzione di Invitalia, l’advisor nominato dal ministero dello Sviluppo economico per esaminare le proposte di insediamento nel polo industriale Fiat di Termini Imerese. Il 5 marzo, come ha ribadito il ministro Claudio Scajola, i candidati a rilevare la fabbrica del Lingotto saranno al centro della discussione alla ripresa del tavolo romano con tutte le parti interessate,
«Abbiamo tempo un anno e mezzo - ha aggiunto il ministro - e la Fiat, con la quale il discorso su Termini Imerese è chiuso, concorda con noi che agevolerà, non ostacolerà e aiuterà una soluzione diversa». Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, alcune delle proposte giunte al ministero sono «degne di attenzione: ora bisognerà scegliere quelle concrete e vere. Il vero tema è quello di reimpiegare le persone e non perdere posti di lavoro in un momento delicato come questo».
Invitalia, dunque, ha tra le mani numerosi dossier: tra questi, quello presentato da Simone Cimino (Cape Natixis), pronto a fare della Sicilia un hub dell’auto elettrica a ricarica solare. La stessa isola, inoltre, potrebbe diventare il centro produttivo europeo del gruppo indiano Reva, leader proprio nelle vetture elettriche e alleato di Cimino. Al Financial Times il responsabile delle attività europee Keith Johnston, ha riferito di ritenere la Sicilia ideale per realizzare la nuova generazione di city-car a batteria, molto richieste a Londra e a Bangalore. Cimino, intanto, sarebbe pronto a condividere con altri l’ampio polo di Termini «affinché l’area si trasformi in una cittadella dell’auto ecologica con tanto di indotto».
A questa proposta, sinora la più articolata, se n’è aggiunta un’altra, che prevede la costituzione di una cordata di imprenditori locali in un progetto alternativo a quello di Fiat. Un piano in questa direzione sarà esposto in settimana dalla Regione ai vertici regionali di Confindustria.
Ci sono poi le caute avance dell’ex manager di Fiat e Telecom, Gian Mario Rossignolo, neoproprieario della fabbrica Pininfarina di Grugliasco e del marchio de Tomaso, mentre l’altro imprenditore piemontese Domenico Reviglio ha smentito al Giornale «di avere presentato una sua offerta», tirandosi così fuori dalla vicenda. Interessati ad acquisire il polo di Termini sarebbero anche un fondo cinese e un’azienda lombarda di bus elettrici. A questi pretendenti si aggiungerebbero altri emissari di Pechino, che avrebbero messo gli occhi su tre fabbriche in Italia, e un gruppo di soggetti (tra questi ci sarebbe l’architetto Massimiliano Fuksas) interessati alla trasformazione dello stabilimento in studi cinematografici.
A intervenire sul nodo Termini è anche la Chiesa, attraverso l’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, il quale ha sollecitato «un’unità di sforzi» e l’esigenza di «mettere da parte tutte le divisioni politiche, amministrative e di equilibrio che si vogliono creare; importante - ha sottolineato - è creare con la volontà di tutti un futuro allo stabilimento di Termini Imerese». Il dibattito, dunque, continua in attesa del terzo tavolo fissato il 5 marzo. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha lasciato ai suoi manager del Lingotto il compito di presenziare ai negoziati, mentre il presidente Luca di Montezemolo ha il suo da fare a ricucire i rapporti con le istituzioni. In Messico, dove si trova come responsabile della Chrysler, ieri Marchionne ha mostrato al presidente Felipe Calderon lo stabilimento di Toluca che sfornerà la 500 «americana». Chrysler, in proposito e come indicato nel piano industriale presentato a novembre, investirà 550 milioni di dollari (400 arriveranno da due banche) e creerà 500 posti. Le 500 prodotte saranno più di 100mila l’anno, destinate metà al Nord America e metà all’America del Sud, in particolare al Brasile.