Termini, viaggio nelle bolge della criminalità

EMERGENZA Un cocktail esplosivo di degrado e delinquenza è tornato a farsi sentire da più di un anno

Un sacerdote statunitense scende da un treno e pochi istanti dopo viene alleggerito dei suoi averi da una coppia di giovani africani. Di qualche giorno fa, invece, il video choc della Polfer che mostra la violenta aggressione subita da un uomo in piazza dei Cinquecento per mano di due romeni poi fortunatamente finiti in manette.
Due episodi di diversa gravità, che ben sintetizzano la vasta gamma di reati che vengono commessi in quello che è il principale scalo ferroviario della Capitale. Benvenuti alla stazione Termini. Occhio però. Oltre 400mila persone in transito tutti i giorni. Un fiume inarrestabile sulle cui sponde tirano a campare criminali di piccola e media taglia, faccendieri, senzatetto e sbandati. Qui si trova di tutto: dal romeno manolesta con famiglia al seguito che si mescola alla folla per agire indisturbato al borseggiatore part-time che viene in stazione ad arrotondare lo stipendio da operaio, dal ladro di souvenir al molestatore di professione, dal tossico allo spacciatore, dal pappone al guardiamacchine abusivo. Arrivano da ogni parte del mondo. Soprattutto dalla Romania, poi America Latina e Nord Africa. Ma tra loro c’è anche qualche italiano.
E pensare che in seguito all’imponente opera di restyling di cui è stata oggetto la stazione nel recente passato, per un istante era parso che le cose si fossero messe sul binario giusto, che la situazione fosse in via di miglioramento. Che il virus fosse stato debellato. Poi, inevitabile la ricaduta. Il virus, un cocktail esplosivo di degrado e delinquenza, è tornato a farsi sentire da ormai più di un anno e oggi richiede un dispiegamento di forze notevole da parte delle autorità. Controlli a tappeto, 24 ore su 24, vengono somministrati a mo’ di antibiotici. È questa l’unica cura che sembra in grado di sortire qualche effetto positivo.
Per comprendere la gravità della situazione basta anche solamente tirare fuori dal mazzo un unico dato: da quando la zona circostante allo scalo è passata a setaccio dagli uomini del Comando provinciale dei carabinieri, chiamati a sorvegliare l’intera area in seguito all’approvazione del Patto per «Roma Sicura» nel luglio del 2008, sono stati effettuati oltre 200 arresti e controllate più di 3mila persone. I reati contestati? Chi più ne ha più ne metta. Furti, borseggi, scippi. Lesioni, risse, tentate aggressioni. Spaccio di droga e ubriachezza molesta. E naturalmente decreti di espulsione e ordini di carcerazione non rispettati. E, va da sé, porto abusivo di armi. Con bastoni, coltelli e taglierini che vanno per la maggiore.
Durante il giorno, fa sapere il comandante dei carabinieri della compagnia Centro Luigi De Simone, destano maggiore preoccupazione i cosiddetti «reati predatori», che spesse volte sono accompagnati da minacce di violenze. Occhi puntati dunque su piazza dei Cinquecento, dove ci sono i capolinea degli autobus. La sera, invece, l’attenzione si sposta su via Marsala e via Giolitti, e sulle strade adiacenti, dove i locali tirano fino a notte fonda e l’abuso di alcol è la regola quotidiana. Frequenti le risse tra disperati.
Per un po’ di pace, ci raccontano i militari, bisogna aspettare che sia notte inoltrata. Intorno alle quattro del mattino, a meno d’imprevisti, finalmente tutto tace. Ma è solo la breve calma prima della tempesta. Presto sorgerà di nuovo il sole. La stazione ferroviaria ricomincerà a pulsare. I treni riprenderanno il loro frenetico viavai. E tutto tornerà a essere di nuovo come il giorno prima e come quello prima ancora. Per la gioia, soprattutto, di chi ha deciso di rovinarti la giornata.