Termoli, l'ambulante picchiato smentisce

Abdul
Zainal, il cittadino del Bangladesh secondo alcune fonti
malmenato dai vigili durante controlli: "Non sono stato malmenato dai vigili e loro non mi
hanno messo di forza nel portabagagli dell’auto"

Termoli - "Non sono stato strattonato né malmenato dai vigili urbani e loro non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell’auto". Così Abdul Zainal, il cittadino del Bangladesh secondo alcune fonti malmenato dai vigili durante controlli. Il bengalese ha aggiunto che non adirà le vie legali nè chiederà risarcimenti. "Qualcuno ha preso un granchio a livello locale, che poi si è trasformato in bufala a livello nazionale", ha detto il sindaco di Termoli Greco.

La ritrattazione dell'immigrato A Termoli non si è consumata nessuna aggressione da parte dei vigili urbani ai danni di un extracomunitario ambulante, parola dello stesso ambulante che, secondo quanto riportato dal comune di Termoli, avrebbe spiegato che la situazione è "diversa da quella descritta dagli organi di informazione nelle giornate di ieri e oggi". Sul sito del Comune, infatti, è riportata una "dichiarazione spontanea resa ieri notte presso il comando" dallo stesso cittadino bengalese, Abdul Zainal: "Non sono stato né strattonato né malmenato dagli agenti di polizia municipale - avrebbe detto - e gli stessi non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell’auto di servizio, anzi preciso che sono stato accompagnato negli uffici di polizia stando seduto sul sedile posteriore dell’auto di servizio. Non ho subito alcuna pressione o minaccia nel rendere questa dichiarazione e fin da adesso dichiaro di non adire per vie legali e tantomeno chiedere eventuali risarcimenti".

Il "malcapitato" A rafforzare le proprie ragioni, il comune precisa che l’uomo era stato condannato in passato per favoreggiamento di ingresso clandestino o irregolare, associazione per delinquere ed estorsione, reati per i quali ha già scontato in passato 18 mesi di carcere. Rilasciato nel settembre 2006 per gli effetti della legge sull’indulto, era colpito da un contestuale decreto di espulsione. Sabato sera era stato fermato per la vendita abusiva delle collanine.

Il caso scoppiato sul web Il caso è scoppiato con la pubblicazione di alcune foto, da parte del sito di informazione locale Primonumero.it, che ritraggono Zainal prima trascinato a terra dagli agenti e poi bloccato sul retro dell’auto in una posizione ripiegata, con la testa infilata dentro il portabagagli e bloccato da un agente con un gomito sul collo. Diversi passanti hanno protestato con gli agenti, accusandoli di modalità brutali e sui giornali sono divampate le polemiche. Gli agenti erano intervenuti per sequestrare la cassetta di collanine che l’ambulante vendeva per le vie del centro ma il bengalese si è aggrappato alla cassetta di monili che uno dei vigili cercava di strappargli di mano, urlando per richiamare l`attenzione. A causa delle polemiche il sindaco del paese, Vincenzo Greco, aveva chiesto alla polizia municipale una relazione dettagliata sul fatto. Dalla relazione, spiega il comune, si evince che "il venditore ambulante non è mai stato malmenato né chiuso nel bagagliaio dell’automobile di servizio".

La ricostruzione degli agenti Secondo la ricostruzione degli agenti "alla richiesta di esibizione dei documenti Zainal ha risposto di non averli con sé, e ha cominciato a urlare e chiedere aiuto. Numerose persone, che passeggiavano nel centro cittadino - prosegue la nota - data la concomitanza con la tradizionale sagra del pesce sono state attirate dalle urla del venditore ambulante, si sono avvicinate agli agenti di polizia municipale e hanno inveito contro di loro, prendendo le difese dell’uomo fermato, il quale ha continuato a opporre resistenza agli agenti, che stavano tentando di confiscare la sua merce". Zainal è stato poi trasportato al comando per l’identificazione e il sequestro amministrativo della merce, dal momento che non era in possesso della licenza ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.