Un "termometro" nazionale...

Le Amministrative del 15 e 16 maggio costituiscono un importante test politico nazionale: lo ha detto chiaramente Berlusconi e lo ha confermato Bersani. Il Giornale.it le segue con una sezione speciale, presentando i candidati, indicando come si vota e fornendo ai lettori, in tempo reale, tutti i risultati a partire dalle 15 di lunedì,quando saranno chiuse le urne e partirà lo scrutinio

Milano – Quasi tredici milioni di italiani sono chiamati alle urne. Si eleggono i sindaci di 1.315 Comuni (di cui trenta capoluoghi) e i presidenti di undici province. Berlusconi e Bersani l'hanno detto chiaramente: si tratta di un test politico nazionale a tutti gli effetti, soprattutto per le Comunali di Milano, Torino, Bologna e Napoli, le quattro città più importanti chiamate al voto. La “cartina di tornasole” è Milano, dove Letizia Moratti corre per il secondo mandato. Lei – come tutto il Pdl – spera di vincere al primo turno, evitando l'incognita del ballottaggio, che nelle Provinciali del 2004 vide la forzista Ombretta Colli (in vantaggio al primo turno) perdere contro Penati. Tappezzata coi manifesti di Berlusconi, candidato al Consiglio comunale, Milano vede anche l'anomala corsa per il consiglio comunale di un candidato che ufficialmente si è già chiamato fuori: Roberto Lassini, responsabile dei contestati manifesti “Fuori le br dalle procure”. Dopo lo scoppio del caso dei manifesti - e l'intervento di Napolitano - Lassini ha fatto marcia indietro, annunciando il proprio ritiro dalla campagna elettorale. Ma a norma di legge la sua candidatura resta in piedi e molti, condividendone la provocazione, lo voteranno ugualmente. Il premier punta alla vittoria al primo turno perché, al di là del giudizio sulla Moratti, il voto per lui ha il significato di un “referendum” sui pm politicizzati. Il voto all'ombra della Madonnina assume una particolare importanza anche per la sinistra e il Terzo polo. La prima corre con un “vendoliano”, l'avvocato Giuliano Pisapia (ex Rifondazione comunista), che alle primarie ha stracciato l'archistar Stefano Boeri, candidato “ufficiale” del Pd. Riuscirà, con le sue posizioni ultra laiciste (su droga, aborto ed eutanasia) a non spaventare troppo i moderati? L'appoggio di una parte della chiesa (quella più vicina al cardinale Tettamanzi) ce l'ha. Anche se in un recente editoriale Avvenire ha dato netta indicazione di voto per la Moratti. Il Terzo polo (Udc, Fli e Api) dopo aver a lungo corteggiato l'ex sindaco Gabriele Albertini, ha ripiegato sul presidente del Consiglio comunale, Manfredi Palmeri. L'obiettivo che si pone è rosicchiare voti al sindaco impedendole il successo al primo turno. E all'eventuale ballottaggio? No comment, almeno fino al 16 maggio. Ma è una vecchia regola non scritta della politica: prima ci si conta al primo turno, poi si trattano le possibili alleanze per il ballottaggio...

I rapporti di forza Se prendiamo in considerazione i Comuni sopra i 15mila abitanti dove si vota a maggio, suddividendoli per “colore politico”, otteniamo questo risultato: 34 sono a guida centrodestra, 58 sono di centrosinistra, tre sono guidati dalla Lega, quattro da liste civiche pure e ben 52 sono in amministrazione straordinaria (commissariati).

Le variabili Lega, Idv e Movimento 5 stelle Il Carroccio, che a Bologna è riuscito a piazzare il proprio candidato, Manes Bernardini, punta a rivedere a proprio favore gli equilibri interni al centrodestra avvicinandosi al Pdl, e in alcuni centri superando. A Milano, dove l'obiettivo è ottenere la poltrona di vicesindaco, la Lega è salita dal 3,7% alle Comunali del 2006 al 12,3% delle Politiche 2008, sino al 14,5% delle Regionali del 2010. Un trend positivo anche a Torino (2,5%, 6,5%, 10,1%). Secondo molti sondaggisti sia a Torino che a Milano i risultati sono “appesi” a Lega e Idv. Il partito di Di Pietro è passato, a Torino, dal 2% delle Comunali 2006 al 9,5% delle ultime Regionali; a Milano, invece, è salito dall'1,5% al 7,6%. Anche i Grillini, però, potrebbero a loro modo essere determinanti. Il Movimento 5 stelle vicino a Beppe Grillo potrebbe rosicchiare voti alla sinistra, soprattutto pescando nell'elettorato giovane (lo fecero già alle ultime Regionali del Piemonte, “aiutando” Cota a vincere su Mercedes Bresso). Il candidato più forte è il bolognese Massimo Bugani: punta a superare l'exploit delle Regionali 2010, quando il Movimento 5 stelle a Bologna superò l'8%. Sotto le torri degli Asinelli l'uomo di Grillo potrebbe essere l'ago della bilancia.