Il termometro tra Totti e il rientro in campo

Fabrizio Aspri

Si alzi il sipario sul Totti-day. Il capitano è pronto e vuole giocare. Poco importa se ieri sera sono comparse due linee di febbre. Quella che conta è la febbre di giocare. E da trascinatore del reparto offensivo. I sogni nel cassetto, però, non finiscono qui. Il secondo desiderio all’ordine del giorno, si chiama gol. E per tramutarlo in realtà si è organizzato al meglio: scarpini nuovi di zecca e parastinchi in titanio, studiati apposta per lui dalla Diadora. Così, tanto per non lasciare nulla al caso. Una scarpetta da favola per accarezzare il pallone, poggiata su 14 tacchetti e modellata sul suo piede sinistro. Lo stesso che lo ha costretto a versare lacrime e sudore per tornare a sentirsi un protagonista.
È arrivato il momento. Contro il retrocesso Treviso, in un match apparentemente adatto per accoglierne il rientro, Totti torna a vestire i galloni del titolare. «Spero di inaugurare al meglio i nuovi scarpini – sorride - magari segnando una rete. Il mio stato di forma? Sono al 50 per cento. Ma non vi preoccupate: mi ricordo ancora come si gioca...». Ilarità e ottimismo. Per scacciare spettri e brutti ricordi, dimenticare quel maledetto febbraio e tornare a sfornare assist e pillole di classe. «Dove vorrei giocare? Centravanti. Ho agito in quel ruolo fino all’infortunio e voglio ricominciare da lì. Anche il prossimo anno. Per proseguire il cammino. E poi lì davanti, è sempre più facile buttarla dentro». È sereno il capitano. Strizza l’occhio al destino e affronta anche i temi più spinosi: le intercettazioni telefoniche. Oltre un anno fa, il 5 marzo 2005, dopo la contestata vittoria della Juve all’Olimpico per 2-1, Totti stigmatizzò talune decisioni arbitrali. E parlò della difficoltà di giocare 14 contro 11, dando seguito alle polemiche sull’arbitraggio di Racalbuto e sul rigore che sentenziò la vittoria juventina. Frasi per le quali fu deferito dalla giustizia sportiva. E che oggi, in piena bufera, torna a far sventolare. «Sono fiero di quello che ho detto», ribadisce con passione. A ricordare che frasi del tipo «Tutti hanno visto cos’è successo in campo», lanciate nell’etere al termine di quel duello, non furono espresse a caso.
«Se lo ripeterei? - aggiunge -. Non vorrete farmi denunciare di nuovo! Comunque il mio telefonino è spento: non ho di questi problemi...». Battute ad effetto e frasi al veleno. Della serie: Totti è tornato. In campo e fuori. Una tesi confermata dallo stesso Spalletti. Che per oggi ha in serbo una bella sorpresa. «È mia intenzione farlo giocare dall’inizio. È meglio che parta dal primo minuto. D’altronde le tabelle prevedevano il suo impiego in occasione di questa gara: è giusto rispettare i programmi. Vuole fare il centravanti? A me non lo ha mai detto. Comunque faremo il possibile...».
Capitolo intercettazione. Il toscano, in punta di lingua, pennella frasi destinate a lasciare il segno. «Quello che si sta delineando, è uno scenario inquietante. C’è un’indagine in corso e non vorrei sbagliare nei giudizi. Ma sono molto amareggiato».
Notizie dal campo. Quattro gli squalificati: Mexes, Dacourt, Mancini e Perrotta. Nel festival dei cambi, fari accesi su Kuffour, Kharja, Rosi e Tommasi. In dubbio l’acciaccato Chivu, pronto Bovo. Taddei, in onore del rientrante Totti, dovrebbe arretrare e agire sulla sinistra.