Il termovalorizzatore nel Parco Sud Il commissario Penati ora firma l’ok

Su mandato della Regione si rimangia il "no" deciso dalla Provincia Poi
avverte: "Resto contrario". Forza Italia: "Brutta figura continua"

Il piano di rifiuti firmato da Filippo Penati è andato al macero. Regione Lombardia l’ha bocciato. Motivo? «Troppo infarcito di ideologia e senza una soluzione al problema» annota Bruno Dapei, capogruppo provinciale di Forza Italia. Risultato? La giunta regionale lombarda nomina il presidente della Provincia commissario ad acta per trenta giorni. Come dire: ora Penati deve applicare «le prescrizioni dell’amministrazione regionale al suo piano per evitare che, altrimenti, nel giro di due o tre anni si crei una situazione di emergenza» spiega Massimo Buscemi, assessore lombardo alle Reti e Servizi pubblici.
Traduzione, il piano di Penati non ha recepito le direttive imposte dalla Regione che, dunque, toglie i poteri al consiglio provinciale e nomina un commissario ad acta con il compito di rimuovere i vincoli alla costruzione del nuovo termovalorizzatore imposti e votati da Penati e dalla sua maggioranza di governo. Vincoli che non consentono al Milanese l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti, mentre occorre che Milano sia dotata senza più indugi di un nuovo impianto di termovalorizzazione, «che sarà ecocompatibile e in grado di produrre elettricità e teleriscaldamento e, quindi, di migliorare l’erogazione dei servizi e dell’ambiente» come osserva l’assessore Buscemi. Che, aggiunge, «già ora, infatti, 650mila tonnellate di rifiuti del Milanese vengono smaltite fuori provincia con un costo a carico dei cittadini».
Ma, sorpresa, Penati - che pure ha evitato lo sgarbo istituzionale del presidente Roberto Formigoni di non essere nominato commissario - fa già sapere che «non servono nuovi impianti nel Parco Sud», che «è possibile garantire l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti, come previsto nel piano provinciale, senza necessariamente prevedere la localizzazione di altri impianti nel Parco Sud» ma, attenzione, precisa di «aver assolto in poche ore ai compiti di commissario inserendo tra le aree di possibile localizzazione per l’ impianto l’intero parco sud». Sì, avete letto bene: il presidente Penati è contro l’impianto nel Parco Sud che il commissario Penati localizza invece in tutta l’area del parco sud.
Contraddizione che spinge Pietro Maestri, ex alleato di Penati, a parlare di «farsa continua». Fotografia dei fatti che supporta la valutazione di Alessandro Colucci, coordinatore Fi: «Penati continua a incassare brutte figure. La penosa vicenda legata al piano rifiuti è esempio dei danni alla comunità milanese provocati dal centrosinistra all’insegna delle chiacchiere». Chiacchiere e manifestazioni contro l’inceneritore nel Parco Sud, «vedremo quanto prima il presidente Penati protestare contro il commissario Penati» commenta Dapei. Sì, è il Penati in versione double-face che «firma per l’inceneritore, però non lo vuole. Schizofrenia di fine mandato. Per fortuna dei milanesi si cono le elezioni».