Terna, assegno da 1,1 miliardi a Enel

Il gruppo elettrico ha incassato una plusvalenza di 830 milioni

da Milano

Enel ha ceduto ieri alla Cassa depositi e prestiti il 29,9% di Terna per un prezzo complessivo di 1,315 miliardi fissato in base ai criteri concordati lo scorso 23 maggio, con una plusvalenza di circa 830 milioni di euro. Il prezzo di ogni singola azione è stato di 2,192 euro, sostanzialmente in linea con le quotazioni di Borsa di questi giorni. La conclusione della vendita è arrivata dopo i rinvii dovuti alle condizioni poste dall’Antitrust.
Il consiglio di amministrazione dell’Enel, che si riunirà a fine mese, dovrebbe dunque essere in grado di stabilire l’ammontare dell’anticipo sul dividendo da distribuire prevedibilmente a novembre, che risulterà dalla somma dei 314 milioni di plusvalenze realizzate con la vendita del 13,86% di Terna agli investitori a fine marzo con gli 830 della vendita a Cdp: in totale 1.144 milioni. Enel aveva annunciato di prevedere un dividendo tra 0,17 e 0,20 euro: la somma da distribuire per ogni azione dovrebbe così risultare di 0,19 euro. La cedola sarà corrisposta come acconto, e non come dividendo straordinario, perchè nel primo caso può essere utilizzato nel bilancio ordinario dello Stato, nel secondo caso deve andare a riduzione del debito.
Con il passaggio di circa il 30% di Terna a Cdp, Enel resta con il 6,14% della società. Quota, afferma un comunicato del gruppo guidato da Fulvio Conti, destinata a ridursi nel dicembre prossimo, fino a circa il 5% con il pagamento delle bonus share «a favore di coloro che hanno aderito al collocamento di azioni Terna del giugno 2004», con il quale il gruppo elettrico ha ceduto circa il 50% della società sul mercato. Nessun operatore, infatti, potrà detenere più del 5% di Terna. Salvo quanto previsto per le azioni destinate alla bonus share, Cdp ed Enel «resteranno reciprocamente vincolate da un impegno di lock-up sulle azioni Terna rispettivamente possedute per 180 giorni», a decorrere da ieri.
«Sono soddisfatto per la positiva conclusione della cessione di Terna nei tempi e nei modi previsti dalla legge», ha commentato con una velata punta polemica Conti, precisando che l'Italia si pone così «all'avanguardia in Europa nel processo di liberalizzazione del mercato elettrico: la piena indipendenza della rete nazionale di trasmissione garantisce a tutti gli operatori assoluta imparzialità nell'accesso al mercato».
Ieri si è anche riunito il cda di Terna che ha deciso l’unificazione con il Grtn per il 1° novembre prossimo. Il cda del Grtn ha invece deciso di affidare a Nomura, Lehman Brothers, e Banca Imi l’incarico arranger della cartolarizzazione e collocatore dei titoli relativi alla cartolarizzazione dei crediti a copertura dei costi relativi al Cip6.