Terna, utile +30% bond per 2 miliardi

Utile in crescita del 29% che permetterà di distribuire un dividendo di 13 centesimi, via libera a emissioni obbligazionarie a medio e lungo termine per due miliardi di euro: sono i punti più importanti approvati ieri dal cda di Terna che ha varato il bilancio 2005. L'esercizio 2005 si è chiuso con un utile netto a 297,9 milioni di euro (più 28,9% dai 231,1 milioni del 2004) e ricavi a 1.087,4 milioni in crescita del 6,6% da 1.020 milioni nel 2004. Il consiglio proporrà all’assemblea degli azionisti convocata per il 26 aprile (il 27 in seconda) la distribuzione di un dividendo complessivo di 13 centesimi, di cui 5 già pagati in acconto e 8 centesimi quale saldo a giugno (il 19 stacco cedola e il 22 il pagamento). «Nel 2005 abbiamo conseguito risultati economico-finanziari in crescita rispetto al 2004 - ha commentato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo - questo ci permette di proporre un dividendo tra i più interessanti del settore, in crescita del 13% sullo scorso anno». Inoltre il cda, «in relazione agli investimenti di sviluppo previsti dal piano industriale e ai fabbisogni relativi, ha deliberato di ricorrere al mercato dei capitali attraverso la predisposizione di un programma quadro per future emissioni obbligazionarie a medio-lungo termine (European medium term notes programme) per un valore fino a 2 miliardi di euro». «È una linea di credito - ha spiegato Cattaneo - che servirà se e quando avremo bisogno di risorse». «Terna continuerà a crescere per via organica» senza escludere la crescita esterna che deve passare, però, per «acquisizioni selettive» ha aggiunto: «Siamo confidenti di poter continuare a creare valore per gli azionisti». L’ad di Terna ha spiegato che «per l’acquisizione dei rimanenti rami della rete di trasmissione, stiamo parlando con gli altri operatori, stiamo portando avanti i contatti e penso che aggiungeremo circa mezzo miliardo di debito per finanziare queste operazioni». Tuttavia, ha precisato che «bisogna attendere che gli incentivi studiati siano operativi e l’Autorità li completi». «Non c’è invece nessun programma di buy back. È escluso» ha assicurato Cattaneo.