Terni Stein porta Dostoevskij nel suo giardino

Non è nuovo alle sfide colossali il regista tedesco Peter Stein, nome di punta della scena internazionale che, dopo mesi di prove, oggi conduce finalmente in porto uno «spettacolo/transatlantico» tratto da I demoni di Dostoevskij dove recita una nutrita squadra di attori e la cui durata (dieci ore di rappresentazione intervallate da due di pausa) evoca non solo precedenti titoli del repertorio «steiniano» (come ad esempio Faust e Orestea), ma anche esperienze artistiche di altri gradi maestri contemporanei quali Luca Ronconi e Bob Wilson.
In questo caso, però, la scelta «fluviale» di Stein ha giocato un ruolo determinante negli aspetti produttivi e ha fatto talmente lievitare i costi che lo Stabile di Torino (committente dell’allestimento e coinvolto nella prima fase di lavoro) si è visto costretto - non senza ragione, considerati i tempi che corrono - a ritirare il titolo dal suo cartellone perché non più in grado di far fronte alle crescenti spese. Piuttosto che rinunciare al progetto, il settantaduenne artista berlinese ha deciso di rischiare comunque in proprio e di presentare al pubblico quattro repliche di questo interessante affondo nella scrittura dell’autore russo. Luogo prescelto per il debutto, il borgo di San Pancrazio (siamo ad Amelia, in provincia di Terni, a un’ora e mezzo di macchina da Roma) di sua stessa proprietà: una tenuta immersa nel bosco e nella natura che questa mattina e domani (con riprese il 30 e il 31) diventerà scenario ideale, dalle 11 alle 23, dell’ambiziosa trasposizione letteraria. «Il mio adattamento - spiega il regista - vuole dare una versione quasi completa del capolavoro di Dostoevskij e dei suoi personaggi. I Demoni vengono presentati con scenografie e costumi di prova, così come l’abbiamo sviluppato durante un lunghissimo workshop per dimostrare il lavoro drammaturgico collettivo sul testo e l’intenso lavoro con gli attori sulla recitazione in stile russo e sulla lingua». Le visionarie follie, malattie, deformazioni «di una giovane generazione che ha perso fede nella ragione diventando vittima dell’ideologia» prenderanno dunque corpo e voce grazie all’energia interpretativa di, tra gli altri, Maddalena Crippa, Fausto Russo Alesi, Andrea Nicolini, Elia Schilton, Alessandro Averone, Maria Grazia Manduzzato: ristretta rappresentanza di un cast formato da ventisei attori di formazione e temperamento diversi. Un ruolo del tutto particolare, in questa profetica descrizione ottocentesca dei danni del materialismo e del nichilismo, Stein ha poi riservato per sé: «Io rimarrò in scena con gli interpreti per accompagnare il pubblico attraverso lo spettacolo spiegando le lacune, aiutando nei cambiamenti di scena e, nelle pause, mostrando la località».
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