A terra gli aerei dell’Alitalia Il titolo decolla a Piazza Affari

Cancellati per sciopero 200 voli. Ottimista Deutsche Bank

da Milano

Sembra un paradosso: l’Alitalia ieri ha vissuto una giornata infernale, messa in ginocchio da uno sciopero di piloti e personale di terra che ha fatto cancellare - secondo le stime - circa 200 voli, eppure in Borsa ha brillato; a terra gli aerei, in volo i titoli, che hanno guadagnato, in chiusura, il 6,26%, dopo essere stati per buona parte della seduta sopra il 7%. Le vicende che riguardano l’operatività aziendale sembrano estranee alle vicende finanziarie, due «vite» che paiono avere un loro corso parallelo e autonomo. Che cosa spiega l’esplosione a Piazza Affari? Un raccomandazione di Deutsche Bank che dice «buy», comprare, target price 1,32 euro: Deutsche è stata la banca capofila del recente aumento di capitale da un miliardo, andato a segno senza esitazioni. E poi, la speculazione, sempre in agguato su un titolo così volatile, ha approfittato del botta e risposta tra sindacati e azienda sui conti 2006 per alimentare gli acquisti: come si ricorderà, fonti sindacali avevano affermato che Alitalia perderà 300 milioni nel 2006; è bastata la secca smentita dell’azienda per dare lo spunto al trading più esasperato. Il piano industriale dell’Alitalia prevede per il 2006 il ritorno all’utile.
Il fronte sindacale è sempre rovente. Le motivazioni di fondo sembrano ormai riconducibili a un’opposizione radicale contro l’attuale management. Eppure Giancarlo Cimoli, che è il bersaglio del sindacato, sembra in questo momento più forte che mai, dopo aver portato a compimento gli obiettivi che si era prefissato, dall’aumento di capitale alla restituzione del prestito ponte. Potendosi persino permettere l’affondo su un’operazione difficile da argomentare come l’ormai prossimo acquisto di Volare, compagnia commissariata e messa all’asta. La dura posizione dei lavoratori (assemblee e blocchi proseguiranno a sorpresa fino alle 16 di oggi, soprattutto nelle aree handling e manutenzione; sono prevedibili nuovi disagi) ieri ha anche sfidato il ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi: questi aveva differito lo sciopero, che è andato in onda lo stesso. Ora il ministro ha annunciato che chiederà sanzioni, ma intanto i disagi ci sono stati e lo scontro si è aggravato.
Mentre i contrasti continuano a compromettere l’immagine di Alitalia presso la clientela, costretta a fare i conti con l’affidabilità dei suoi orari e dei suoi servizi, dai concorrenti d’Oltralpe giungono notizie di tutt’altra natura. Lufthansa ha annunciato di prevedere un utile operativo per il 2005 di oltre 550 milioni di euro, migliore di quanto previsto inizialmente (circa 400 milioni) e di oltre il 40% superiore a quello realizzato nel 2004. Come ha comunicato la società, «all'origine della ripresa è stato il buon andamento del trasporto dei passeggeri verso la fine dell'anno». Alla Borsa di Francoforte il titolo ha guadagnato il 2,5%. Molto meno dell’Alitalia in sciopero.